Il fatto
C'è un caso di Dengue a Brescia, in zona via Monte Suello. Per evitare che il virus giri, il Comune e l'Ats hanno disposto tre giorni di disinfestazione intensiva (14, 15 e 16 aprile) in un raggio di 200 metri, spruzzando veleni adulticidi e larvicidi tra le 5 e le 12.30.
La storia
Immaginate la scena. Ti svegli martedì mattina, magari hai i bambini che devono andare a scuola o devi correre al lavoro, e scopri che non puoi nemmeno aprire la finestra. Ti dicono di stare chiuso in casa, porte e finestre serrate, come se fossimo sotto un attacco chimico, perché fuori c'è qualcuno che spruzza roba per uccidere le zanzare. Hai capito bene: restiamo chiusi in casa nostra perché qualcuno ha deciso che questo è l'unico modo per risolvere il problema.
Siamo a Brescia, mica in una giungla tropicale, eppure ci ritroviamo a vivere queste giornate di "assedio" in via Luigi Apollonio, via Bredina, via Bezzecca e in tutte le stradine intorno a via Monte Suello. La routine bresciana di chi combatte con l'umidità e i cortili che diventano paludi ogni volta che piove due minuti, ora si trasforma in un'operazione di emergenza che sembra uscita da un film, solo che il film lo recitiamo noi, tra le pareti di casa, col fiato corto.
E poi, come sempre, arriva il consiglio: "attenzione ai ristagni d'acqua". Ma davvero? Ci dicono di non lasciare secchi fuori, di tagliare l'erba, di pulire i tombini. Certo, è facile dirlo in un comunicato quando l'emergenza è già arrivata sotto casa. Ma noi queste cose le sappiamo, il problema è che quando non c'è l'emergenza, nessuno si muove a rendere la città un posto dove le zanzare non possano fare festa.
Chi paga, chi incassa
Qui sta il punto, perché non è normale che l'unica risposta possibile sia quella di arrivare con l'idrante del veleno quando il virus è già qui. Te lo spiego io come funziona: per anni ci hanno detto che dovevamo essere noi a fare attenzione, a pulire i nostri balconi, a stare attenti ai sottovasi. Ci hanno scaricato addosso la responsabilità della prevenzione, lasciandoci soli a combattere con le zanzare che ogni estate diventano più cattive e resistenti.
Poi, improvvisamente, scatta l'allarme "Dengue" e che succede? Qualcuno ha già deciso per noi che la soluzione è l'intervento straordinario. Ora arrivano le ditte, arrivano i trattamenti massicci, arrivano i costi di queste operazioni d'urgenza. Chi paga? Beh, ovviamente ci tocchiamo le tasche noi, attraverso le tasse comunali, per pagare un'emergenza che sarebbe stata evitabile con una manutenzione costante e seria del territorio, invece di aspettare che arrivi il caso clinico per muovere un dito.
Chi incassa? Incassano quelli che gestiscono i servizi di disinfestazione a chiamata, quelli che arrivano quando c'è il panico. Perché gestire il territorio ogni giorno, in modo preventivo, non è "sexy", non fa notizia, non permette di fare il comunicato urgente che spaventa i cittadini. È molto più semplice aspettare che scoppi l'allarme e poi fare l'operazione "comando speciale" per tre giorni, costringendo la gente a stare chiusa in casa.
Eppure basterebbe un sistema di monitoraggio serio, una pulizia sistematica dei canali e delle aree degradate della città che non aspettasse la segnalazione dell'Ats. Invece ci ritroviamo con questa gestione a strappi: anni di nulla e poi tre giorni di veleno nell'aria. Ancora noi, i residenti, a fare da scudo e da laboratorio per queste misure d'urgenza.
Ci dicono che è per la "tutela della sanita pubblica". Certo, è vero, nessuno vuole ammalarsi di Dengue. Ma la sanita pubblica non si tutela solo quando c'è l'epidemia; si tutela quando le strade sono pulite, quando i tombini non sono intasati di foglie e quando non devi sperare che non piova per poter respirare l'aria di casa tua senza paura di respirare l'adulticida.
E allora?
Siamo contenti che le zanzare muoiano? Certo. Ma non vi sembra strano che l'unica volta in cui il Comune si ricorda di disinfestare con questa intensità sia quando c'è un caso accertato e il rischio di finire sui giornali?
Perché dobbiamo aspettare di avere un virus in città per scoprire che le zanzare sono un problema?