Il fatto

Martedì 14 aprile, prime ore del mattino a Manerbio, via San Martino. Una rissa violenta tra giovani di nazionalità egiziana e tunisina. Tre denunciati per rissa e lesioni aggravate, due feriti al capo con vetri di bottiglia (prognosi di 15 e 7 giorni) e diversi soggetti scappati prima che arrivassero i Carabinieri di Verolanuova.

La storia

Immaginate la scena. Siete a casa, magari vi state svegliando o state cercando di dormire gli ultimi dieci minuti prima di andare a lavorare in fabbrica o in ufficio. All'improvviso, il casino. Urla, vetri che si rompono, gente che corre. È la solita storia: via San Martino che diventa un ring per qualche motivo che nessuno conosce, perché, come dicono i verbali, i motivi erano "futili".

Ma cosa significa "futili"? Significa che ci si è saltati alla gola per una parola di troppo, per uno sguardo, per una cavolata che tra dieci minuti non ricordano nemmeno loro. Però, nel frattempo, qualcuno è finito in ospedale con i vetri nella testa. Hai capito bene: bottiglie rotte in mezzo alla strada, mentre chi vive lì intorno guarda dalla finestra con la paura di uscire o con la rassegnazione di chi ha già visto tutto.

Poi arrivano i Carabinieri. Fanno il loro lavoro, identificano chi è rimasto, ma gli altri? Gli altri sono già spariti nel nulla. E qui arriviamo al punto che fa incazzare tutti noi, perché è dove si vede chi comanda e come ci lascia soli.

Chi paga, chi incassa

Ora, te lo spiego io come funziona. Quando succede un fatto del genere, la prima cosa che si controlla è se ci sono le telecamere. E indovinate un po'? La videosorveglianza privata non c'era, o non ha servito a nulla. Non c'erano testimoni che volevano parlare. Praticamente, se non fosse stato per le telecamere del Comune, i colpevoli sarebbero ancora a casa a ridere di noi.

Ma fermiamoci un attimo. Ancora noi a dover sperare che un pezzo di ferro appeso a un palo del Comune abbia registrato tutto, perché nel frattempo le nostre strade sono diventate zone dove i ragazzi non sanno più cosa fare della loro vita se non picchiarsi. Chi paga questo prezzo? Lo paghiamo noi che attraversiamo quella via, noi che dobbiamo sentirci insicuri nel nostro quartiere.

Qualcuno ha già deciso per noi che bastano due telecamere urbane per "gestire" la sicurezza. Ma la sicurezza non è un video che guardi dopo che qualcuno è stato ferito. La sicurezza è avere spazi, è avere centri, è avere qualcuno che segua questi ragazzi prima che arrivino alle bottiglie rotte. Invece no, si preferisce investire in "sorveglianza" piuttosto che in persone.

Chi incassa in questa situazione? Incassa chi vende la paura. Chi ci dice che "il territorio è degradato" per giustificare l'ennesimo controllo, senza però mai mettere un euro in più per togliere questi ragazzi dalla strada e dargli un'alternativa. Non è normale che nel 2026 la soluzione a una rissa tra ventenni sia "controlliamo i video del Comune".

Ci tocca, come sempre, aspettare che qualcuno finisca in ospedale per accorgerci che a Manerbio, come in tante altre parti della provincia, c'è un vuoto pneumatico. Un vuoto di senso, di attività, di presenze. I ragazzi sono lì, sono residenti, sono regolari, ma sono invisibili finché non iniziano a urlare e a colpirsi. Eppure basterebbe un minimo di attenzione costante, non solo quando scatta l'allarme del 112.

Il risultato è che abbiamo tre denunce, due prognosi e un sacco di gente che domani mattina camminerà in via San Martino chiedendosi se è il caso di cambiare strada per non rischiare. Questo è il modo in cui viene gestita la nostra convivenza.

E allora?

Quindi, restiamo a guardare i video delle telecamere per vedere chi ha colpito chi? O iniziamo a chiederci perché i nostri giovani, a prescindere da dove vengano, sentano che l'unico modo per risolvere un diverbio sia usare una bottiglia come arma in mezzo alla strada?

Fino a quando continueremo a chiamare "futili" i motivi di una rissa, mentre ignoriamo il motivo enorme per cui queste risse continuano a succedere?

[meta_description]Rissa a Manerbio in via San Martino: giovani feriti con bottiglie. Tra denunce e telecamere, chi si occupa davvero della sicurezza e dei ragazzi? [og_title]Manerbio: bottiglie e rissa in strada. Chi paga il prezzo? [og_description]Tre denunciati per una lite "futile". Ma il problema è più profondo: strade vuote e sicurezza solo digitale. [twitter_title]Rissa a Manerbio: non bastano le telecamere[/twitter_title] [twitter_description]Giovani feriti con bottiglie in via San Martino. Denunce e video, ma dove sono i servizi per i ragazzi? Basta delegare tutto alle telecamere. #Manerbio #Brescia #Cronaca [image_prompt]A realistic photojournalistic shot of a quiet Italian street in a small town, asphalt with some broken glass shards reflecting the morning light, a distant police car siren light blurring in the background, moody atmosphere, high contrast. [tags]Manerbio, rissa, sicurezza, giovani, cronaca locale[/tags] [category]cronaca[/category]