Il fatto

L'associazione "Santa Lucia il cuore del golf" ha deciso di aggiungere una terza data al calendario dei suoi tornei: il 19 aprile, oltre a quelli di dicembre e giugno, si giocherà al Golf Club "La Colombera" di Salò. Il ricavato delle iscrizioni e della vendita di gadget autografati andrà in beneficenza per famiglie e persone fragili del territorio.

La storia

Immaginate la scena. C'è chi, a Salò o nei paesi intorno, si sveglia alle cinque del mattino per andare a lavorare in fabbrica o a pulire le stanze degli hotel, sperando che lo stipendio arrivi a fine mese senza dover chiedere un prestito al vicino. Gente che conta i centesimi per fare la spesa e che, se si rompe la caldaia o c'è un'emergenza in famiglia, entra in panico perché non ha un euro di riserva. Questa è la realtà di migliaia di persone che vivono a due passi dai prati curatissimi del golf club.

Poi c'è l'altro mondo. Quello dei stableford, delle 18 buche, dei gadget autografati e dei resort a cinque stelle. Un mondo dove la "solidarietà" diventa un evento mondano, un'occasione per stare insieme tra pari, fare un po' di sport e, tra un colpo e l'altro, sentirsi buoni perché si sta donando qualcosa. Hai capito bene: si gioca a un gioco costoso per aiutare chi non ha i soldi nemmeno per le scarpe.

Non dico che fare beneficenza sia sbagliato, anzi. Ma c'è qualcosa che non quadra in questo modo di fare "cuore". È come se qualcuno decidesse di curare la fame nel mondo offrendo un aperitivo gourmet a chi ha già tutto, promettendo che i rimasugli andranno a chi ha fame. È un modo di intendere l'aiuto che sembra più un esercizio di stile che un vero impegno sociale.

Chi paga, chi incassa

Qui arriva il punto. Te lo spiego io come funziona. In queste manifestazioni, chi "paga" per partecipare sono persone che hanno già una disponibilità economica altissima. Pagano l'iscrizione, pagano l'attrezzatura, pagano l'accesso a un club esclusivo. In pratica, l'evento gira in un circuito chiuso dove i soldi passano da una tasca ricca a un'altra tasca che poi, con un gesto generoso, ne distribuisce una parte a chi sta in basso.

Ma chi decide chi sono i "bisognosi"? Chi stabilisce quali famiglie meritano l'aiuto e quali no? Qualcuno ha già deciso per noi che la solidarietà debba passare per un torneo di golf. Perché non investire quelle stesse energie e quei soldi in strutture permanenti, in servizi che non dipendano dalla disponibilità di chi ha voglia di giocare a golf in primavera?

Poi guardate gli sponsor: resort a cinque stelle, gelaterie artigianali, esperienze in e-bike. Tutto bellissimo, tutto molto "luxury". È normale che la beneficenza sia legata a brand che vendono servizi che la maggior parte dei "fragili" del territorio non potrà mai permettersi? Non è normale che l'aiuto materiale, come i generi alimentari citati, arrivi come un premio di consolazione dopo una giornata di svago per pochi eletti.

Ci tocca sempre questa storia: l'assistenzialismo che cala dall'alto. Il ricco che fa il buono, il potente che dona il gadget autografato, e il povero che deve aspettare che qualcuno, dopo aver giocato a golf, decida di consegnargli un pacco di pasta. È un sistema che non risolve nulla, ma che serve a far sentire chi sta bene ancora più "speciale" perché è generoso.

Eppure basterebbe cambiare prospettiva. Basterebbe smettere di chiamarla "solidarietà" quando in realtà è solo un modo per ripulirsi la coscienza senza mai mettere in discussione perché, in una zona così ricca come quella del Garda, ci siano ancora persone che hanno bisogno di pacchi alimentari per sopravvivere.

Ancora noi, a guardare queste sfilate di generosità a tempo determinato. Mentre i tornei aumentano di numero, le difficoltà di chi vive nei quartieri popolari di Salò o dei paesi limitrofi non diminuiscono. Anzi, crescono. Ma ehi, l'importante è che ci sia una nuova data a aprile, giusto?

E allora?

Siamo davvero contenti di un aiuto che arriva tramite un torneo di golf, o dovremmo iniziare a chiederci perché l'unica rete di sicurezza per i più fragili sia la buona volontà di chi ha tempo e soldi per giocare a 18 buche?

Vogliamo continuare a ringraziare per le briciole o vogliamo pretendere che la dignità delle persone non dipenda dal risultato di una partita di golf?

[og_title]Golf e beneficenza a Salò: chi aiuta chi? [og_description]Nuove date per la Coppa Santa Lucia. Ma è normale che l'aiuto ai poveri passi per un club esclusivo? [twitter_title]Golf e beneficenza a Salò: un aiuto dall'alto? [twitter_description]Nuovo torneo di golf a Salò per aiutare i bisognosi. Solidarietà o esercizio di stile per ricchi? Te lo spieghiamo noi. #Salò #Brescia #Solidarietà [image_prompt]A sharp, realistic photojournalistic shot of a contrast in a small Italian town: in the foreground, a blurry, expensive golf club and a white golf ball on a pristine green grass; in the background, out of focus, a weathered brick wall of a working-class neighborhood with laundry hanging. Natural light, documentary style. [tags]Salò, beneficenza, golf, disparità sociale, territorio [category]cronaca