Il fatto
È partita la stagione primaverile ed estiva dei treni storici. Locomotive a vapore, carrozze di legno e atmosfere d'altri tempi che ripartono su binari selezionati per portare turisti e nostalgici a fare un giro panoramico tra le nostre valli e le città.
La storia
Immaginate la scena. Domenica mattina, una stazione pulita, il fischio del vapore che riempie l'aria, la gente vestita a festa che scatta foto con lo smartphone per metterle su Instagram. È un'immagine poetica, quasi da film. C'è chi dice che sia importante conservare la memoria, che i nostri nonni viaggiavano così e che è bello mostrare ai ragazzi come si faceva una volta.
Poi però succede la cosa solita. Tu, che magari abiti a qualche chilometro da Brescia o vivi in uno dei tanti paesi della provincia, provi a prendere il treno regionale di martedì mattina per andare in ufficio o per portare i figli a scuola. E lì la poesia finisce. Ti ritrovi in un vagone che sembra un forno perché l'aria condizionata ha deciso di andare in pensione, o peggio, scopri che il tuo treno è stato cancellato "per motivi tecnici" o per lavori sulla linea che non finiscono mai.
Te lo spiego io: non è che i treni siano diventati "storici" solo per i turisti. È che per noi, per chi usa il ferrovia ogni giorno per sopravvivere, il servizio sta diventando un ricordo di una volta. Mentre qualcuno si gode il lusso di un viaggio lento e romantico, migliaia di bresciani combattono con ritardi cronici e binari che sembrano fatti di cartone.
Chi paga, chi incassa
Ma veniamo al punto, perché qui c'è il trucco. Chi è che decide che è più importante far girare una locomotiva a vapore che non produce nulla se non qualche bella foto, piuttosto che garantire che il treno delle 7:15 arrivi in orario a Brescia? Qualcuno ha già deciso per noi che l'immagine conta più della sostanza. Il "turismo della nostalgia" rende, attira visitatori, crea eventi che fanno fare bella figura a chi gestisce le risorse.
Chi incassa? Incassano chi organizza questi tour, chi vende i biglietti per queste "esperienze" esclusive e chi usa queste iniziative per dire: "Guardate come siamo efficienti nel recuperare il patrimonio storico". È facile recuperare un pezzo di ferro di ottanta anni fa e lucidarlo per un weekend. La parte difficile, quella che non piace a nessuno perché costa e non dà visibilità immediata, è mantenere i binari di ogni giorno, aggiornare i segnali, assumere personale che non sia allo sfinimento.
E chi paga? Ancora noi. Paghiamo due volte. Paghiamo l'abbonamento che costa sempre di più per un servizio che peggiora, e poi paghiamo indirettamente, con le nostre tasse e con il degrado delle infrastrutture, questa scelta di dare priorità al "vetrino" rispetto al "motore". Ci tocca accettare che il treno per andare a lavorare sia un calvario, mentre quello per fare il giro turistico sia impeccabile.
Non è normale che in una provincia come la nostra, che muove l'economia di mezza Italia, ci si debba accontentare di "esperienze" nostalgiche mentre la realtà quotidiana è fatta di binari a binario unico e coincidenze perse. Eppure basterebbe spostare una frazione di quell'attenzione e di quei fondi dalla "vetrina" alla "manutenzione". Ma fare manutenzione non fa notizia, non attira i fotografi e non permette di tagliare un nastro in una cerimonia.
Il conflitto è semplice: da una parte c'è chi vuole vendere un'immagine di un passato romantico, dall'altra c'è chi deve affrontare un presente che non funziona. Ci vendono il sogno del vapore mentre noi respiriamo lo smog di un autobus che ha sostituito il treno guasto. Hai capito bene: ci stanno dicendo che il treno è bello solo se è un pezzo da museo, non se è un mezzo di trasporto pubblico efficiente.
E allora?
Siamo contenti per i turisti, davvero. È bello che le locomotive storiche girino. Ma a questo punto chiediamoci: vogliamo davvero vivere in un posto dove l'unica cosa che funziona perfettamente della ferrovia è quella che non serve a nessuno per andare a lavorare?
Preferite un treno che vi riporta al 1950 per un'ora o un treno che vi porti a casa in orario oggi?