Il fatto
Il 9 e 10 maggio 2026 torna "Blu in Bici" a Brescia. Due giorni di eventi gratuiti, laboratori nelle scuole, una pedalata collettiva (la Critical Mass) e il cinema all'aperto tra Piazza della Loggia e Piazzetta Bell'Italia.
La storia
Immaginate la scena: sabato pomeriggio, musica, gente che sorride, i bambini con le rotelle che sfrecciano in centro e l'aria di una città europea, moderna, pulita. Bello, eh? Ci piace l'idea di vederci tutti in bici, di sentirci parte di qualcosa di "sostenibile" mentre ci mangiamo un panino da un food truck sotto il portico di Palazzo Loggia.
Poi però arriva lunedì. E lunedì ci tocca tornare alla realtà. Provate a fare il pendolare in bici tra via Chiari e le arterie che portano in periferia, o a portare i figli a scuola senza rischiare la vita a ogni incrocio perché la ciclabile finisce di colpo in un muro o in un parcheggio selvaggio. Lì il "modello europeo" sparisce e torna il modello " Brescia e stress", dove chi ha due ruote è visto come un ostacolo dal traffico o, peggio, come un bersaglio.
È come quando organizzano la festa del quartiere: musica, palloncini e torta per tutti. Poi, quando i festeggiamenti finiscono e gli organizzatori tornano a casa, ci accorgiamo che il buco nella strada è ancora lì e che l'illuminazione del lampione è rotta da tre mesi. Hai capito bene: ci piace la festa, ma noi vogliamo che le cose funzionino ogni singolo giorno dell'anno, non solo durante un weekend di maggio.
Chi paga, chi incassa
Ora, fermiamoci un attimo a ragionare. L'evento è gratuito, dicono. Sì, certo. Ma nulla è mai veramente gratis. Qualcuno paga l'organizzazione, qualcuno paga la sicurezza, qualcuno paga per far arrivare i food truck in piazza. E chi decide cosa serve davvero per rendere Brescia "ciclabile"?
Qualcuno ha già deciso per noi che la soluzione sia la "gamification". Te lo spiego io: hanno inventato un gioco per i dipendenti delle aziende. Chi usa di più la bici per andare al lavoro vince un premio domenica 10 maggio. Ma stiamo scherzando? Mi state dicendo che per convincere un bresciano a lasciare l'auto in garage serve un premio, come se fossimo a un quiz televisivo? Non è normale che per spostarsi in sicurezza serva un incentivo o un trofeo.
Il vero conflitto è qui: da una parte c'è chi organizza l'evento, chi mette la faccia nelle foto di Piazza della Loggia e chi parla di "consapevolezza" e "nuove generazioni". Dall'altra ci siamo noi, che ogni mattina dobbiamo decidere se rischiare la pelle in bici o perdere mezz'ora in coda nel traffico che soffoca la città.
Chi incassa in questa storia? Chi si prende il merito di aver "promosso la mobilità" con due giorni di festa. Chi paga? Ancora noi, che paghiamo con il tempo, con lo stress e con la frustrazione di vedere che per rendere la città davvero vivibile non bastano i laboratori nelle scuole o una pedalata di gruppo il sabato sera.
Eppure basterebbe smettere di pensare alla bicicletta come a un "evento" o a un hobby per i weekend. Basterebbe che le strade fossero progettate per le persone e non solo per le lamiere. Invece preferiscono farci fare il cinema all'aperto e premiarci con una medaglia se riusciamo a non farci investire andando in ufficio.
È un modo comodo di gestire la cosa: si crea l'atmosfera, si coinvolgono i ragazzi, si fa vedere che "ci si prova", ma la struttura della città resta quella di sempre. Una città dove la bici è benvenuta solo se è in festa, ma è un problema se è un mezzo di trasporto quotidiano.
E allora?
Andate pure a Blu in Bici, godetevi il cinema e portate i bambini a pedalare in centro, perché è giusto che i piccoli vedano che la strada può essere loro. Ma mentre pedalate, chiedetevi: questo divertimento dura quanto il weekend o abbiamo il coraggio di pretendere che la città sia così ogni giorno?