Il fatto
L'Unione Europea sta rivedendo le tasse (le accise) sul tabacco, creando un caos di prezzi tra i vari Stati: in Germania le tasse pesano per il 67%, nei Paesi Bassi superano il 110%. Risultato? Tra il 2015 e il 2024 le sigarette contraffatte sono schizzate da 4 a 13 miliardi di pezzi, con perdite fiscali per 14,9 miliardi di euro.
La storia
Immagina la scena. Sei al bar sotto casa, a Brescia, magari in zona Via Porto o verso le zone industriali. Ti accorgi che il pacchetto di sigarette è salito ancora di qualche centesimo. Hai capito bene: ogni volta che giri l'angolo, il prezzo sembra fare un salto. E mentre tu imprecando tiri fuori i soldi dal portafoglio, vedi che al tavolino accanto qualcuno ha tirato fuori un pacchetto che sembra identico, ma costa la metà. "L'ho preso da un conoscente", ti dicono.
Ecco che scatta il meccanismo. Non è che improvvisamente siamo diventati tutti amanti del mercato nero. È che quando il prezzo diventa assurdo, perché qualcuno a Bruxelles o a Roma ha deciso che così "si disincentiva il fumo", la gente normale smette di pagare le tasse e inizia a comprare roba che non sa nemmeno cosa contenga. Eppure basterebbe un briciolo di logica per capire dove stiamo andando a parare.
Il bresciano medio non è scemo. Se gli dici che deve pagare il doppio per un vizio, ma vede che il vicino di casa si procura lo stesso prodotto a prezzi stracciati senza che nessuno dica nulla, cosa pensi che faccia? Non è una questione di moralità, è che ci tocca sempre e solo a noi che siamo onesti pagare il conto per tutti gli altri.
Chi paga, chi incassa
Qui arriviamo al punto. Qualcuno ha già deciso per noi che alzare le tasse sia la soluzione. Ma guardiamo chi incassa davvero. Lo Stato dice che lo fa per la nostra salute, ma se i consumi di sigarette legali scendono e quelle false aumentano, lo Stato non incassa più nulla. Anzi, perde miliardi. 14,9 miliardi di euro che spariscono nel nulla. Ma chi sono quei miliardi? Sono soldi che non vanno in ospedali, non vanno nelle strade, non vanno nei servizi.
Allora, chi incassa questi miliardi? Te lo spiego io: le reti criminali organizzate. Mentre i burocrati discutono di "direttive TED" e "margini di discrezionalità", le mafie si sono organizzate. Non importano più solo i camion che arrivano dall'estero; ora producono le sigarette contraffatte proprio qui, dentro l'Unione Europea. Hanno creato fabbriche sofisticate, hanno i loro canali di distribuzione, hanno i loro guadagni puliti che poi reinvestono in altre attività illegali.
Quindi, facciamo il conto:
- Il cittadino onesto paga tasse altissime e vede il proprio potere d'acquisto ridursi.
- Lo Stato perde miliardi di entrate fiscali perché il mercato nero esplode.
- La criminalità organizzata incassa miliardi, cresce e diventa più forte.
Non è normale che una politica fiscale, nata per "regolare" il settore, finisca per diventare il miglior ufficio marketing per i contraffattori. È un circolo vizioso dove l'unico che perde sempre è chi segue le regole. Ci dicono che è per il nostro bene, ma intanto finanziamo indirettamente chi ci sputa in faccia ogni giorno.
E poi c'è la questione della qualità. Chi compra il prodotto contraffatto, per risparmiare perché le accise sono diventate insostenibili, non sa cosa sta fumando. Ma a chi sta scrivendo le leggi interessa davvero la salute? Se interessasse, non creerebbero le condizioni perfette per far prosperare il mercato nero. Se l'obiettivo fosse la salute, non si userebbe il portafoglio come unica arma, sapendo che questo spinge la gente verso prodotti tossici e non controllati.
E allora?
Siamo di nuovo alla solita storia: ancora noi a fare da bancomat per l'Europa, mentre i criminali fanno i miliardi grazie a leggi scritte da chi non è mai uscito da un ufficio climatizzato. Ma davvero pensate che alzando i prezzi si sconfigga un vizio o una mafia?
O forse è arrivato il momento di chiederci: chi sta davvero guadagnando da questo sistema di tasse folli che spingono tutti verso l'illegalità?