Il fatto

Martedì 14 aprile, verso le 15:30, in via Mella a Capriano del Colle, un giovane ha spruzzato dello spray al peperoncino all'interno di un autobus. Tredici persone sono state soccorse da due automediche e un'ambulanza, con l'intervento dei carabinieri di Verolanuova. Nessun ferito grave, ma un panico collettivo.

La storia

Immaginate la scena. Siete lì, magari state tornando da scuola, o state andando a fare la spesa, o semplicemente state cercando di arrivare a casa dopo una giornata di lavoro che non finisce mai. Siete stipati su un autobus, di quelli che passano quando vogliono loro e che spesso sembrano tenuti insieme con lo scotch e la speranza. State guardando fuori dal finestrino, pensando a cosa cucinare per cena o a quella bolletta che scade domani.

E all'improvviso, senza che nessuno capisca il perché, l'aria diventa irrespirabile. Un bruciore atroce agli occhi, alla gola, un senso di soffocamento che ti toglie il fiato. Hai capito bene: spray al peperoncino in un mezzo pubblico. Tredici persone che iniziano a tossire, a piangere, a cercare di uscire da un mezzo che diventa in un istante una trappola di gas lacrimogeno. Tutto per il capriccio o la follia di un giovane che, per qualche motivo che ancora nessuno sa, ha deciso che quel pomeriggio l'autobus doveva diventare una camera a gas.

È la solita storia di chi non ha niente da perdere e di chi, invece, sta solo cercando di fare la sua vita. Gente comune, bresciani che non hanno chiesto nulla a nessuno, che si ritrovano a terra in via Mella a farsi lavare gli occhi dai soccorritori mentre il mondo intorno continua a girare come se nulla fosse. Ma per chi era su quel bus, il mondo si era fermato in un attimo di terrore e bruciore.

Chi paga, chi incassa

Ora, fermiamoci un attimo a ragionare, perché qui il punto non è solo il ragazzino che ha spruzzato lo spray. Certo, il gesto è vergognoso, ma te lo spiego io dove sta il vero problema. In questa storia, come sempre, chi paga è chi non ha colpa. Paga il pendolare che arriva in ritardo, paga il lavoratore che deve giustificare l'assenza, paga l'anziano che ha avuto un attacco di panico per il fumo e il caos.

Ma c'è di più. Ci tocca sempre e solo a noi, i cittadini, gestire il degrado. Qualcuno, in qualche ufficio climatizzato a chilometri di distanza, ha deciso che i trasporti in provincia devono essere così, magari con controlli minimi, con autisti stressati che devono fare tutto e non possono controllare chi sale e cosa ha in tasca. Non è normale che un autobus possa diventare un luogo di pericolo in un secondo.

Chi incassa? Beh, non incassa soldi nessuno, se non forse chi poi scriverà il pezzetto di cronaca per fare click. Ma incassa in termini di "potere" chi decide di ignorare che i nostri servizi pubblici sono diventati zone franche dove chiunque può fare qualunque cosa. Ancora noi a fare da cavie di un sistema che non garantisce più la sicurezza di base. Se non riesco a fare un tragitto di pochi chilometri a Capriano senza rischiare di essere gasato, cosa posso aspettarmi dal resto della gestione del territorio?

Eppure basterebbe un minimo di presidio, un minimo di attenzione, un sistema di trasporto che non sia solo "mettere un mezzo su una strada" ma che si occupi davvero di chi ci sta dentro. Invece preferiscono aspettare che arrivi l'ambulanza in "codice rosso" per accorgersi che c'è un problema. Il codice rosso non deve essere l'unica risposta possibile, deve esserci la prevenzione, deve esserci il controllo.

Il fatto che nessuna persona sia in gravi condizioni è una fortuna, non un merito di chi gestisce il servizio. È stata solo fortuna. Ma non possiamo vivere di fortuna ogni volta che saliamo su un mezzo pubblico. Non è accettabile che la nostra quotidianità sia appesa al fatto che il vicino di sedile non abbia deciso di scatenare l'inferno per noia o rabbia.

E allora?

Quindi, restiamo a guardare mentre i nostri autobus diventano il teatro di assalti gratuiti? Accettiamo che la sicurezza sia un optional che scatta solo quando arrivano i carabinieri di Verolanuova a fatto compiuto?

Chi ha deciso che questo è il livello di servizio che meritiamo? Perché a noi, che paghiamo il biglietto e le tasse, sembra che qualcuno abbia già deciso che possiamo accontentarci di un viaggio "senza troppi incidenti". Ma a quanto tempo manca al prossimo "incidente" evitabile?