Il fatto
I numeri del Museo Ghidoni a Ospitaletto per il 2025 sono un disastro: i costi di gestione sono saliti dell'8% (superando gli 88 mila euro), mentre i visitatori sono crollati del 29% (da 6.100 a 4.300). Le sponsorizzazioni, l'unica vera entrata, sono precipitate da 34 mila a soli 9 mila euro.
La storia
Provate a immaginare la scena. Avete una bella villa, Villa Presti, un posto che dovrebbe essere l'orgoglio del paese, un punto di riferimento per chi vuole due ore di bellezza o per una coppia che decide di sposarsi e iniziare una vita insieme. In teoria, è un investimento sulla cultura, sul territorio, su qualcosa che resta per i figli e i nipoti. Eppure, nella pratica, sembra che l'unica cosa che cresce sia il vuoto nelle sale.
Se abitate a Ospitaletto, sapete bene come funziona: si fanno i grandi annunci, si tagliano i nastri, si dice che "ora cambia tutto". Poi però passano i mesi e vi accorgete che per andare al museo ci vuole più fede che voglia. Le coppie che vogliono sposarsi in comune? Su 28 matrimoni, ne hanno scelti solo 3 a Villa Presti. Hai capito bene: tre. Praticamente nessuno vuole fare il giorno più bello della sua vita in un posto che non attira nessuno.
È la solita storia di chi pensa che basti aprire una porta e mettere un cartello per fare "cultura". Ma la cultura non è un interruttore che accendi e spegni; è vita, è movimento, è saper attirare la gente. Invece qui sembra che l'unica cosa che si muova siano le cifre che escono dalle casse del Comune per coprire un buco che non smette di allargarsi.
Chi paga, chi incassa
Ora, veniamo al punto che scotta: chi paga questo conto? Te lo spiego io: lo paghiamo noi. Ogni euro che finisce in quel rosso di 67 mila euro per il 2025 (che si aggiungono ai 130 mila del 2024) è un euro tolto a qualcos'altro. Forse a un marciapiede rotto, a un lampione spento, a un servizio che non funziona. Ancora noi.
Ma il vero scandalo non è solo che si spenda, è come si gestisce. Il Comune ammette di aver aperto in ritardo il bando per le sponsorizzazioni. Ma dico io, è possibile? Qualcuno ha deciso per noi che potevamo permetterci di essere "lenti" con i tempi, sapendo che senza sponsor il museo è un guscio vuoto che mangia soldi. Non è normale che in un'amministrazione seria si dimentichi o si sbagli la tempistica di un bando che è l'unica fonte di reddito della struttura.
Quindi, chi incassa? Non i cittadini, non gli artisti (che tra l'altro non c'entrano nulla e fanno il loro lavoro), non i visitatori. Incassano solo i numeri di un fallimento gestionale. Se continuiamo così, ci dicono che il buco potrebbe arrivare a mezzo milione di euro in un solo mandato. Mezzo milione di euro buttati in un progetto che non ha una visione, che non ha un piano, che va a braccio.
È incredibile come si riesca a fare l'esatto opposto di ciò che servirebbe. Invece di ridurre le spese mentre la gente smette di venire, i costi aumentano del 16%. Più soldi per meno risultati. È la formula magica di chi gestisce i soldi pubblici come se fossero caramelle, senza mai chiedersi se quel servizio stia davvero portando valore a chi vive a Ospitaletto.
E mentre i responsabili politici si scambiano accuse o giustificano i ritardi, noi restiamo a guardare una villa bellissima che diventa un costo insostenibile. Non è una questione di "essere contro l'arte", ma di essere a favore del buon senso. Basterebbe un progetto serio, una strategia per attirare le persone, un bando fatto nei tempi giusti. Eppure basterebbe.
E allora?
Possiamo continuare a far finta che sia tutto normale, che "la cultura costi" e che i numeri siano solo dettagli? O iniziamo a chiederci perché i nostri soldi finiscano in un posto dove non vuole andare nessuno, nemmeno chi deve sposarsi?
Quanto ancora dobbiamo pagare per l'incapacità di chi decide per noi?