Il fatto
Marta Fascina, l'ultima compagna di Berlusconi, ha lanciato una bomba mediatica dichiarando che servono "facce nuove" e che Francesca Pascale, l'ex moglie, "non conta niente". Una guerra aperta tra chi ha condiviso la vita e il potere con l'uomo più ricco d'Italia, combattuta a colpi di interviste e repliche durissime.
La storia
Immaginate la scena. Siamo in un bar di via Cavour o in un circolo di quartiere a via Prebino. Due persone che si conoscono da una vita iniziano a litigare davanti a tutti per decidere chi ha ragione, chi ha più diritto a stare al tavolo e chi invece deve stare zitta e andare a casa. Solo che qui non parliamo di due vicini di casa che litigano per l'ombra di un albero, ma di persone che gestiscono influenze, soldi e decisioni che arrivano fino al governo.
È la classica dinamica che vediamo ogni giorno nei condomini di Brescia: qualcuno che si sente più importante degli altri, qualcuno che vuole cancellare il passato per prendersi tutto il presente. Solo che queste signore non lo fanno tra le scale del palazzo, ma lo fanno in prima pagina, mentre noi leggiamo queste storie tra un caffè e un turno di lavoro, chiedendoci se per caso qualcuno di loro si ricordi che esiste un mondo fuori dai loro salotti dorati.
Te lo spiego io: non è una questione di cuore o di gelosia. Non siamo a "Uomini e Donne". Questa è una partita a scacchi dove il premio non è l'amore, ma il controllo. Chi resta nell'ombra sparisce, chi sta sotto i riflettori decide. E mentre loro decidono chi "conta" e chi "non conta", noi siamo quelli che, come al solito, non contano per nessuno.
Chi paga, chi incassa
Qui arriva il punto. Chi paga questo spettacolo? Paghiamo noi. Non con i soldi direttamente, forse, ma con il tempo e con l'attenzione. Ogni minuto che passiamo a leggere chi ha detto cosa a chi, è un minuto tolto a chiederci perché i servizi che dovrebbero funzionare non funzionano. Qualcuno ha già deciso per noi che l'importante è seguire queste faide domestiche di lusso, come se fossero l'unica cosa che conta in questo Paese.
Chi incassa? Incassano i giornali che vendono il pettegolezzo travestito da politica. Incassano coloro che vogliono distrarci. Perché finché noi discutiamo se Marta abbia ragione o se Francesca sia stata offesa, non guardiamo cosa succede davvero nei corridoi dove si prendono le decisioni. Hai capito bene: ci vendono il dramma familiare per coprire il vuoto di contenuti.
Ci dicono che servono "facce nuove". Ma quali facce nuove? Quelle che sono già state scelte nei circoli chiusi? Quelle che appartengono allo stesso giro di amicizie, agli stessi interessi, agli stessi conti in banca? Non è normale che la selezione di chi deve guidare o influenzare il Paese passi attraverso una lite tra ex compagne. È quasi ridicolo, se non fosse tragico.
Ci tocca ancora una volta fare da spettatori a un gioco di potere che non ci appartiene. Qualcuno decide chi è importante e chi no, basandosi su chi ha avuto l'ultima parola in camera da letto o nell'ufficio di presidenza. E noi, nel frattempo, continuiamo a sperare che qualcuno, per una volta, parli di cose che toccano la nostra pelle, e non di chi ha più diritto a stare in una foto ricordo.
Eppure basterebbe un briciolo di dignità per smettere di usare i media come un ring personale. Ma la dignità non è un valore che si compra, e chi ha passato la vita a circondarsi di persone che dicono sempre "sì", probabilmente ha dimenticato come funziona la realtà di chi deve fare i conti con la spesa a fine mese o con l'attesa di un appuntamento in sanita.
In questa guerra tra "regine", l'unica cosa certa è che nessuna di loro scenderà a parlare con noi. Decidono loro, litigano loro, e noi restiamo qui a leggere le repliche "durissime", come se fossero eventi storici. Ma la storia vera è che mentre loro si scannano per un posto al sole, noi siamo ancora qui a cercare di non scottarci.
E allora?
Ma quindi, vogliamo davvero continuare a fare il tifo per una o per l'altra in questa partita di potere tra salotti? Vogliamo davvero accettare che l'idea di "rinnovamento" sia delegata a chi si contende l'eredità di un uomo solo perché era vicino a lui?
La domanda è semplice: a che punto smettiamo di interessarci a chi "conta" tra loro e iniziamo a chiederci perché nessuno di loro conta per noi?