Il fatto

Il Ministro degli Esteri Antonio Tajani ha scritto su X che il Governo difende e difenderà "sempre e soltanto l'interesse dell'Italia", rispondendo alle recenti dichiarazioni di Donald Trump sulla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Si parla di lealtà, rispetto e unità dell'Occidente.

La storia

Provate a immaginare la scena. Siete al bar, magari in via Cavour o in una di quelle piazze di provincia dove ci si conosce tutti. Sentite il telegiornale in sottofondo che parla di "interessi nazionali", di "alleanze solide" e di "franchezza reciproca" tra i potenti di Roma e quelli di Washington. Intanto, voi guardate lo scontrino del caffè che sale, pensate a quanto vi costa fare il pieno per andare al lavoro o a quanto è diventata una follia l'affitto per un bilocale in centro.

È quella sensazione di quando il tuo vicino di casa, quello che si crede il sindaco del condominio, ti assicura che "sta lavorando per il bene di tutti" mentre decide di rifare il tetto usando i soldi della cassa comune, ma senza mai chiederti se preferiresti che riparassero prima l'ascensore che non funziona da tre mesi. Ti dice che è per il tuo bene, che così la casa varrà di più, ma tu resti lì, con le borse della spesa in mano, a chiederti chi è questo "tutti" di cui parla.

Te lo spiego io: è il linguaggio di chi sta in un ufficio climatizzato e vede l'Italia come una scacchiera. Per loro l'interesse nazionale è una questione di diplomazia, di tweet ben scritti e di posizioni di forza nei salotti internazionali. Per noi, invece, l'interesse nazionale è che il medico di base risponda al telefono e che non ci tocchi vendere un rene per pagare l'energia elettrica.

Chi paga, chi incassa

Qui arriva il punto. Qualcuno ha già deciso per noi che l'interesse dell'Italia coincida con l'essere "solidi alleati" di chi, dall'altra parte dell'oceano, decide l'andamento dell'economia mondiale con un post sui social. Ma chi è che incassa davvero da questa "lealtà"? Chi sono i beneficiari di questa danza diplomatica tra Roma e Washington?

Non siamo mica sciocchi. Sappiamo che quando si parla di "difendere gli interessi", di solito ci si riferisce ai grandi contratti, alle quote di mercato, ai flussi di investimento che interessano i soliti noti. Hai capito bene: non si parla di quanto costa il pane a Brescia o di quante ore di straordinario non pagate deve fare un operaio in una fabbrica della provincia per mantenere la famiglia.

Ancora noi. Siamo ancora noi a dover fare i numeri a fine mese mentre i ministri si lodano a vicenda per la loro "coraggiosità". È incredibile come la "franchezza" di cui parla Tajani si applichi solo nei rapporti tra leader. Quando si tratta di essere franchi con i cittadini su quanto ci costeranno queste alleanze, o su quali sacrifici ci toccherà fare per mantenere questa "unità dell'Occidente", improvvisamente la franchezza sparisce e arrivano i giri di parole.

Non è normale che la politica venga ridotta a un gioco di specchi tra personalità forti. Trump dice questo, Meloni risponde quello, Tajani mette il timbro di approvazione. E nel frattempo, chi decide? Chi decide se l'Italia di cui parlano è quella dei quartieri popolari, quella delle piccole imprese che chiudono perché non reggono la concorrenza, o quella dei centri storici svuotati per fare spazio ai B&B per turisti?

Il conflitto è semplice: da una parte c'è chi gestisce il potere come un brand, vendendo l'immagine di un'Italia forte e orgogliosa; dall'altra ci siamo noi, che paghiamo il prezzo di ogni singola scelta strategica. Se l'interesse dell'Italia è davvero quello di tutti, allora perché non sentiamo mai parlare di questi "interessi" quando si tratta di abbassare le tasse su chi lavora o di investire seriamente nella sanita territoriale?

Eppure basterebbe smettere di usare parole come "lealtà" e "rispetto" per coprire l'assenza di un piano concreto per la gente comune. Basterebbe chiederci: "Se questa alleanza è così vantaggiosa, perché non se ne vede l'effetto nel portafoglio di un bresciano medio?". Invece preferiscono scriversi i complimenti su X, perché è molto più facile che spiegare perché l'inflazione mangia i nostri stipendi mentre loro brindano alla solidità dell'Occidente.

E allora?

Quindi, restiamo a guardare mentre si decidono le sorti del Paese tra un tweet e un'intervista al Corriere? Ci basta sapere che "difendono l'interesse dell'Italia" senza che nessuno ci spieghi esattamente quale interesse stiano difendendo e per conto di chi?

La domanda è una sola: ma l'Italia di cui parlano loro, quella dei grandi salotti e delle alleanze internazionali, somiglia almeno un po' a quella in cui viviamo noi ogni giorno?