Il fatto

Nella notte tra venerdì e sabato, a Paratico, ignoti hanno vandalizzato la scultura "La Dama del Lago" (la Sirenetta del Sebino), rompendo il naso della statua e sfregiandone la parte posteriore della testa. L'opera, realizzata nel 2015 dall'artista Tanya Preminger, si trova sulla passeggiata di fronte a Villa Madruzza.

La storia

Immaginate la scena. Ti svegli, vai a fare due passi sul lungolago per schiarirti le idee, magari con un caffè in mano, e ti trovi davanti una statua che sembra aver preso un pugno in faccia. Non è un film, è quello che è successo a Paratico. Hai capito bene: a una scultura che dovrebbe rappresentare la bellezza del nostro territorio, qualcuno ha deciso di "dare una lezione" a colpi di sassi o mazzate.

La cosa che fa più rabbia è che non è la prima volta. Meno di un anno fa era successo di peggio, e la statua era stata letteralmente devastata. Allora, per fortuna, è arrivato un artista locale che, per pura generosità e amore per il posto dove vive, ha restaurato l'opera gratuitamente. Un gesto che dovrebbe far onore a tutti noi, e che invece è stato sputato in faccia da quattro scappati di casa che non hanno niente da fare nella notte.

È la solita storia bresciana: c'è chi mette il cuore, chi mette il tempo e chi mette i soldi per rendere un posto accogliente, e poi c'è chi arriva e distrugge tutto in dieci secondi perché si sente "forte". Ma forte di cosa? Di chi? Di chi rompe il naso a una statua di pietra mentre il resto del mondo prova a costruire qualcosa?

Chi paga, chi incassa

Ora, fermiamoci un attimo a ragionare, perché qui il discorso non è solo "che peccato per la statua". Il punto è: chi paga? Quando un vandalo rompe qualcosa in piazza, non è che il danno sparisce nel nulla. Il danno lo paghiamo noi. Se il Comune deve mandare una ditta a riparare, se deve pagare un restauratore, se deve gestire le pratiche burocratiche, quei soldi escono dalle tasche dei contribuenti. Ancora noi.

Te lo spiego io come funziona: i soldi che servirebbero per sistemare un marciapiede che cade a pezzi, per illuminare meglio una strada buia o per dare un servizio in più ai ragazzi, finiscono per essere usati per riparare i danni di qualche idiota che ha deciso di fare il bullo con una scultura. È un giro vizioso che non ha senso.

Poi arrivano le dichiarazioni. Il sindaco parla di "massima severità", l'assessore alla sicurezza dice che ogni atto sarà "perseguito con determinazione". Certo, certo. Le telecamere verranno controllate, i colpevoli saranno individuati. Ma nel frattempo, la Sirenetta resta lì, senza naso, a ricordarci che qualcuno ha già deciso che il nostro spazio comune è un campo di battaglia.

Eppure basterebbe un minimo di senso civico, un briciolo di rispetto per chi ha lavorato per creare quell'opera. Invece ci ritroviamo a fare i detective ogni volta che qualcuno decide di sfogare la sua noia distruggendo ciò che è di tutti. Non è normale che in un paese civile si debba arrivare a "perseguitare" le persone perché non sanno stare in una piazza senza spaccare tutto.

C'è poi l'aspetto del "volontariato". La prima volta l'ha sistemata un artista gratis. Bellissimo, no? Ma questo crea un precedente pericoloso: l'idea che tanto "qualcuno arriverà a sistemare gratis", quindi posso rompere senza troppi sensi di colpa. Ci tocca sperare che questa volta non si faccia affidamento sulla bontà di qualcuno, ma che chi ha rotto paghi ogni singolo centesimo, con gli interessi, per il disturbo arrecato a tutta la comunità.

Perché quando qualcuno rompe una statua, non sta rompendo solo della pietra o del metallo. Sta rompendo il patto di convivenza tra vicini di casa. Sta dicendo a tutti i cittadini di Paratico: "Io sono più forte di voi, io posso fare quello che voglio della vostra bellezza". E questo è il vero danno, quello che non si ripara con un po' di stucco e una mano di vernice.

E allora?

Siamo davvero arrivati al punto che per proteggere una statua su un lungolago servono le telecamere e le denunce penali, invece del semplice rispetto tra persone? Se non siamo più capaci di guardare una scultura senza volerla sfregiare, cosa ci resta della nostra dignità di comunità?

Vogliamo continuare a pagare per i capricci di chi non sa vivere in società, o iniziamo a chiederci dove abbiamo sbagliato a crescere questi "fenomeni"?

[og_title]Sirenetta di Paratico vandalizzata: ancora noi a pagare [og_description]Hanno rotto il naso alla Dama del Lago. Un atto incivile che pesa sulle tasche di tutti. Te lo spieghiamo noi. [twitter_title]Vandali a Paratico: rompono il naso alla Sirenetta [twitter_description]Ancora vandali alla Dama del Lago. Chi paga i danni? Noi. E chi decide che il patrimonio pubblico sia un gioco? #Paratico #Brescia #Degrado #BastaCosì [image_prompt]A realistic photojournalism shot of a damaged stone statue of a mermaid by a lake in a small Italian village, close-up on the broken nose, blurred background with a lakeside promenade and people looking disappointed. [tags]Paratico, vandalismi, lago di Iseo, patrimonio pubblico, civiltà [category]cronaca[/category]