Il fatto

Un uomo di 49 anni di Calcinato, che doveva stare chiuso in casa per ordine del giudice, è stato beccato dalla Polizia Locale in centro a Brescia. Risultato: patente sospesa, scooter senza assicurazione e senza revisione, una dose di cocaina in tasca e i test della droga positivi.

La storia

Immaginate la scena. Sabato sera, il centro di Brescia che brulica di gente, famiglie che passeggiano, ragazzi che escono. E in mezzo a tutto questo, arriva lui. Uno scooter che procede "con fare incerto", diciamo chiaramente che non stava guidando proprio bene. Hai capito bene: uno che non può uscire di casa, che non ha il diritto di guidare e che, per dare il colpo di grazia, non ha nemmeno pagato l'assicurazione del mezzo.

È la classica storia di chi pensa che le regole siano suggerimenti opzionali. Mentre noi ci svegliamo all'alba per andare a lavorare, rispettiamo i limiti di velocità e pagiamo ogni singola bolletta per non trovarci i vigili alla porta, c'è chi decide che il centro città sia il suo parco giochi personale, anche se il giudice gli aveva detto chiaramente: "Resta a casa".

Ma il bello non è questo. Il bello è che l'uomo, una volta fermato, ha fatto pure il difficile, rifiutandosi di fare gli accertamenti in ospedale. Forse pensava che, negando l'evidenza, la cocaina nelle tasche e lo stato di alterazione sparissero magicamente per un colpo di bacchetta. Te lo spiego io: non funziona così.

Chi paga, chi incassa

Ora, fermiamoci un attimo a ragionare, perché qui il punto non è solo il singolo individuo che ha deciso di fare il fenomeno. Il punto è: chi paga per questo modo di fare?

Se questo soggetto circola senza assicurazione, chi paga se investe un bambino che attraversa la strada o un anziano che cammina verso il Duomo? Ci tocca a noi. Tocca a chi rispetta le regole farsi carico, indirettamente, di un rischio che non ha scelto. Non è normale che qualcuno possa sfrecciare tra la gente senza alcuna garanzia, mettendo in pericolo la vita altrui per il semplice fatto di non voler pagare un premio assicurativo.

Poi c'è la questione del controllo. La Polizia Locale lo ha beccato, meno male. Ma pensate a quante volte queste "passeggiate" avvengono senza che nessuno dica nulla. Qualcuno ha già deciso per noi che certi tipi di degrado siano quasi parte del paesaggio urbano, finché non succede il patatrac. Ogni volta che un soggetto ai domiciliari esce a spasso senza problemi, è un insulto a chiunque creda che la legge serva a qualcosa.

E mentre questo signore di Calcinato decideva che i domiciliari erano un optional, le risorse pubbliche — cioè i nostri soldi, le nostre tasse — vengono usate per rincorrere persone che non hanno il minimo rispetto per la comunità. Ancora noi che paghiamo per l'inefficienza di un sistema che permette a persone in queste condizioni di sentirsi così sicure da girare drogati in centro città.

Eppure basterebbe un minimo di controllo costante, una sorveglianza che non lasci spazio a queste "fughe" creative. Invece ci troviamo a leggere di arresti che avvengono solo perché il soggetto è così alterato da diventare evidente a chiunque abbia due occhi. È un sistema che funziona per caso, non per progetto.

Chi incassa in questa storia? Nessuno, se non forse lo spacciatore che gli ha venduto la dose. Chi perde? La sicurezza di chi cammina per Brescia, la credibilità delle sentenze e la pazienza di chi, ogni giorno, cerca di fare le cose per bene in una città che sembra sempre più tollerante verso chi calpesta i diritti degli altri.

E allora?

L'uomo è tornato ai domiciliari, con un arresto in più e una sanzione pesante. Ma chiediamoci: quanti altri "fantasma" circolano tra noi, convinti che le regole siano per i fessi e che il centro di Brescia sia un'area franca dove l'assicurazione e la legge sono dettagli trascurabili?

Fino a quando accetteremo che il rischio della nostra incolumità sia nelle mani di chi non ha nulla da perdere e tutto da ignorare?

[og_title]Domiciliari e cocaina: il delirio in centro a Brescia [og_description]Senza assicurazione, senza patente e drogato: un 49enne sfida le regole. Ecco perché questo fatto riguarda tutti noi. [twitter_title]Brescia: ai domiciliari, ma in scooter e drogato [twitter_description]Patente sospesa, no assicurazione e cocaina in tasca. Un 49enne di Calcinato pensa di essere sopra la legge. Ma chi paga il rischio per tutti noi? #Brescia #Cronaca [image_prompt]A realistic photojournalistic shot of a generic Italian city center street at night, with a police patrol car with flashing blue lights in the background and a small scooter parked on the side of the road, blurred pedestrians passing by, gritty atmosphere. [tags]Brescia, cronaca, sicurezza, Polizia Locale, Calcinato [category]cronaca[/category]