Il fatto
Un uomo di 47 anni di Calcinato è stato fermato dalla Polizia Locale in centro a Brescia. Risultato: senza patente, senza assicurazione, senza revisione, ubriaco, con la cocaina in tasca e, perla finale, agli arresti domiciliari. Dopo la direttissima, il giudice ha convalidato l'arresto ma lo ha rimandato... agli arresti domiciliari.
La storia
Immaginate la scena. È sabato sera, siete in centro a Brescia, magari state portando i figli a mangiare un gelato o state tornando da un aperitivo con gli amici. Intorno a voi c'è il caos solito, ma in mezzo a tutto questo c'è uno scooter che sfreccia senza troppi complimenti. Sopra c'è un tipo che non sa nemmeno dove si trova, perché ha in corpo un mix di alcol e cocaina che farebbe girare la testa a un elefante.
Questo signore non ha la patente, perché gliel'hanno tolta. Non ha l'assicurazione, perché probabilmente preferisce spendere i soldi in polvere bianca piuttosto che in un premio annuale. E soprattutto, non dovrebbe nemmeno essere lì. Dovrebbe stare chiuso in casa sua a Calcinato, a riflettere sulle sue scelte di vita, perché un giudice aveva già deciso che per la società era meglio che restasse tra le sue quattro mura.
Invece no. Lui decide che le regole sono suggerimenti opzionali. Gira per le nostre strade, mette a rischio noi, i nostri figli, i nostri anziani, convinto che tanto non succeda nulla. E infatti, fino a quando non lo ferma la Locale, lui si sente il re della strada, un cittadino modello della zona di Calcinato che ignora tutto e tutti.
Chi paga, chi incassa
Ora, fermiamoci un attimo a ragionare, perché qui c'è qualcosa che non quadra. Te lo spiego io: quando uno gira senza assicurazione, non è che "non ha un pezzo di carta". Significa che se domani questo soggetto, nel suo delirio da cocaina e vino, investe te, tua moglie o il tuo cane, ci tocchi a noi. Non c'è un'assicurazione che paga i danni, non c'è un fondo che ti copre. Ti ritrovi a fare causa a uno che probabilmente non ha nemmeno i soldi per pagarsi un avvocato decente, figuriamoci i danni a un terzo.
Chi decide queste cose? Qualcuno, in un ufficio climatizzato, ha deciso che questo uomo era pericoloso abbastanza da meritare i domiciliari. Poi, quando l'uomo calpesta ogni singola legge esistente — guida ubriaco, drogato, senza documenti, evadendo una misura cautelare — il sistema reagisce. Lo arrestano, lo portano davanti a un giudice in direttissima e cosa succede? Hai capito bene: torna ai domiciliari.
Non è normale. Non è possibile che il rischio venga scaricato interamente su chi le regole le rispetta. Noi paghiamo l'assicurazione ogni anno, facciamo la revisione, rispettiamo i limiti di velocità e, se ci beccano a fare una cavolata, ci tolgono la patente e ci svuotano il portafoglio. Poi arriva uno che fa il "pacchetto completo" del criminale stradale e, dopo un giro in tribunale, torna a guardare la TV in salotto a Calcinato.
Chi incassa in questa storia? Incassa chi pensa che la giustizia sia un giro di valzer. Chi decide per noi, senza chiederci se ci sentiamo sicuri a camminare in centro, ha stabilito che l'evasione dei domiciliari unita alla guida sotto stupefacenti non sia sufficiente per un posto in cella. Ancora noi, i cittadini comuni, a fare da scudo umano per chi non ha alcun rispetto per la vita altrui.
Eppure basterebbe un briciolo di buon senso. Se un uomo dimostra di non poter rispettare nemmeno l'obbligo di stare in casa, come possiamo essere sicuri che non lo faccia di nuovo domani? Solo che la prossima volta potrebbe non esserci la Polizia Locale a fermarlo in tempo, ma un pedone che attraversa le strisce.
E allora?
La domanda che ci poniamo tutti, mentre leggiamo queste notizie tra un caffè e l'altro, è semplice: ma a che serve rispettare le regole se chi le calpesta tutte, contemporaneamente, riceve come punizione di tornare a casa?
Siamo davvero convinti che questo modo di gestire la sicurezza sia quello giusto, o siamo solo spettatori di un teatro dove l'unica cosa che funziona davvero è la sfortuna di chi incrocia uno scooter senza assicurazione in centro a Brescia?