Il fatto
Visit Brescia è volata a San Paolo per il World Travel Market, una fiera per operatori turistici. L'obiettivo è chiaro: attirare la classe media e i ricchi del Brasile, che nel 2024 sono aumentati del 31%, arrivando a quasi 15.000 persone. Per farlo, si organizzano missioni, pacchetti "esperienziali" e tour di lusso tra Franciacorta e i laghi.
La storia
Immaginate la scena. Voi siete lì, magari in coda alla posta o a cercare un parcheggio che non costi come un appartamento in centro, e intanto qualcuno, a migliaia di chilometri di distanza, sta spiegando a un tour operator brasiliano quanto sia "autentica" la nostra terra. Hai capito bene: stiamo vendendo il nostro stile di vita, le nostre cantine e i nostri laghi a chi ha i soldi per pagarsi il volo intercontinentale e l'hotel a cinque stelle.
È la solita storia. Ci dicono che "internazionalizzare" è la parola d'ordine, che serve portare "flussi di alta gamma". Ma mentre si preparano i depliant in portoghese e si invitano i content creator per fare i video fighi sul Lago di Garda, noi che camminiamo per queste strade vediamo i prezzi dei caffè salire e i servizi per chi ci vive ogni giorno che vanno a rotoli.
È come se decidessero di ridipingere la facciata di casa per far piacere agli ospiti che arrivano da San Paolo, mentre dentro il tetto perde e l'intonaco cade a pezzi. Eppure basterebbe iniziare a chiederci se questa crescita dei numeri serva davvero a chi sta in basso o se sia solo un modo per gonfiare i bilanci di chi gestisce il turismo di lusso.
Chi paga, chi incassa
Qui arriva il punto. Te lo spiego io come funziona: queste missioni, i voli, gli stand in fiera, i "tour esperienziali" per i buyer brasiliani... chi pensa che siano gratis? I soldi per promuovere Brescia a San Paolo escono dalle tasche di tutti, sono soldi pubblici. Ci tocca pagare il marketing per convincere i ricchi del Sud America a venire a spendere i loro dollari nelle nostre zone.
Poi, guardiamo chi incassa. Chi beneficia davvero dell'arrivo di un turista "luxury"? Non è certo l'artigiano che ha chiuso bottega perché l'affitto del locale è diventato insostenibile. Non è il giovane che non trova casa a Brescia perché metà degli appartamenti sono diventati B&B per i turisti. Incassano le grandi strutture alberghiere, le cantine di lusso della Franciacorta, i grandi operatori che hanno i contatti giusti.
Qualcuno ha già deciso per noi che la strada sia questa: puntare sull'alta gamma. Ma l'alta gamma non compra il pane dal fornaio sotto casa, non usa i trasporti pubblici che non funzionano, non vive i problemi di chi deve conciliare lavoro e famiglia in una città che diventa sempre più un parco giochi per stranieri.
Non è normale che si investano risorse per andare a San Paolo a cercare "nuovi mercati" quando magari mancano i fondi per rendere i nostri quartieri più vivibili o per abbassare i costi di gestione della vita quotidiana. Si parla di "strategia di internazionalizzazione", che è un modo elegante per dire: "cerchiamo chi ha i soldi, perché di noi ci occupiamo dopo".
Ancora noi, a finanziare sogni di gloria globali mentre i servizi di base scricchiolano. Ci dicono che i numeri crescono, che le presenze aumentano. E allora? A cosa serve che arrivino 33.000 brasiliani se l'impatto reale sulla vita del cittadino medio è solo un traffico più intenso e prezzi più alti nei ristoranti del centro?
È un gioco dove le pedine siamo noi. Noi paghiamo la promozione, loro arrivano, spendono nelle mani di pochi privilegiati, e poi tornano a San Paolo raccontando quanto sia bello il nostro territorio. Ancora noi a fare da sfondo per le foto dei content creator, mentre cerchiamo di capire come arrivare a fine mese.
E allora?
Ma quindi, vogliamo continuare a fare i comparsi in questo film del lusso internazionale? Vogliamo davvero che la priorità sia convincere un brasiliano a venire in Franciacorta, mentre chi vive qui non riesce più a permettersi un bicchiere di bollicine senza sentirsi derubato?
La domanda è semplice: a chi serve davvero che Brescia sia "promessa" a San Paolo, se poi a casa nostra non sappiamo più dove mettere i piedi?