Il fatto
Martedì 14 aprile, poco dopo le 11, la Polizia Locale di Ospitaletto ferma un'auto con tre cittadini stranieri irregolari a bordo. Risultato: niente patente per chi guidava, marijuana in macchina e una borsa rubata poco prima nel parcheggio del Conad di Gussago, completa di telefono e portafoglio.
La storia
Immaginate la scena. Siete a Gussago, fate la spesa al supermercato, magari avete avuto una giornata di lavoro pesante e volete solo tornare a casa. Caricate i sacchetti in auto, chiudete la portiera e, in un attimo, puff: la borsa è sparita. Quel vuoto allo stomaco che senti quando capisci che non hai più i documenti, i soldi e il telefono. Non è solo una borsa, è tutta la tua giornata che va a farsi benedire, è lo stress di dover fare denunce, bloccare carte, cambiare numeri.
Poi c'è l'altro lato della medaglia. Sei un pendolare che deve attraversare Ospitaletto per andare verso la Brebemi o Travagliato. È l'ora di punta, sei già in ritardo, e ti ritrovi bloccato in un ingorgo infinito sulla SP19 perché, nello stesso arco di tempo, sono avvenuti altri due incidenti che hanno coinvolto cinque auto. Hai capito bene: cinque macchine.
Mentre tu imprecando nel traffico cerchi di capire come arrivare in ufficio o a scuola, in giro girano persone che non hanno nemmeno la patente, che trasportano droga e che rubano nei parcheggi dove noi facciamo la spesa. È questa la nostra quotidianità, un mix di sfortuna, illegalità e strade che non reggono più il peso di chi le attraversa.
Chi paga, chi incassa
Ma qui viene il bello. Te lo spiego io come funziona. In questa storia, chi paga è sempre lo stesso: ci tocca ancora a noi. Paga la signora che si è vista rubare la borsa a Gussago, che nonostante abbia riavuto i suoi oggetti ha subito lo stress e la paura. Paga il lavoratore bloccato nel traffico di Ospitaletto, che perde tempo prezioso e magari rischia il richiamo del capo perché la strada è diventata un parcheggio a cielo aperto.
E chi decide? Qualcuno, da qualche ufficio lontano, ha già deciso per noi che questo livello di degrado è "gestibile". Ci dicono che sono "interventi di routine", che i soggetti sono "già noti". Ma se sono già noti, come fanno a essere ancora in giro a rubare borse e a guidare senza patente? Non è normale che la "routine" sia fermare persone che hanno già un curriculum di reati contro il patrimonio e che, nonostante tutto, continuano a circolare liberamente tra Gussago e Ospitaletto.
Poi c'è la questione della sicurezza stradale. La SP19 è un imbuto. Quando succede un incidente, tutto si ferma. Eppure basterebbe un minimo di pianificazione, un controllo più serio, una gestione del territorio che non sia solo "rincorrere l'emergenza". Invece no, aspettiamo che succeda il casino, aspettiamo che qualcuno rubi, aspettiamo che ci siano incidenti a catena per accorgerci che qualcosa non funziona.
Chi incassa in questo caos? Incassano quelli che vivono di illegalità, che usano le nostre strade come autostrade per i loro affari sporchi, sapendo che tanto, se li beccano, inizieranno le "pratiche di espulsione". Pratiche che, come sappiamo tutti, richiedono tempi biblici e spesso finiscono nel nulla. Nel frattempo, loro continuano a fare i loro giri e noi continuiamo a pagare il prezzo in termini di sicurezza e nervi tesi.
È frustrante vedere che le forze dell'ordine fanno il loro lavoro — e in questo caso sono stati bravi a recuperare la borsa e fermare i tre — ma è ancora più frustrante capire che questo è solo un goccio in un oceano di problemi. Fermare tre persone senza permesso di soggiorno è un fatto di cronaca; permettere che l'illegalità diventi la norma nei nostri parcheggi e sulle nostre strade è un fallimento di chi dovrebbe garantire l'ordine.
E allora?
Siamo davvero contenti di vivere in un posto dove andare a fare la spesa significa rischiare di perdere tutto ciò che hai in borsa e dove guidare verso casa significa sperare che non ci sia un altro incidente causato dal caos generale? Fino a quando vogliamo accettare che questa sia la nostra "normalità"?