Il fatto

Il 9 e 10 maggio 2026 torna "Blu in Bici", l'evento che vuole promuovere la bicicletta a Brescia. In programma: laboratori nelle scuole, una pedalata collettiva (la Critical Mass), cinema all'aperto in Piazza della Loggia e premi per i dipendenti che usano la bici per andare in ufficio.

La storia

Immaginate la scena. Sabato pomeriggio, musica, atmosfera di festa, centinaia di persone che pedalano insieme per il centro città, sorridendo e sentendosi parte di un cambiamento. È bellissimo, hai capito bene, è un momento di condivisione che fa bene al cuore. Ci sono i bambini con le rotelle, i food truck che vendono panini gourmet e quell'idea di "città europea" che ci raccontano nei depliant.

Poi però arriva lunedì. Lunedì mattina, ore 7:30. Sei tu, con la tua borsa da lavoro a tracolla, che devi attraversare la città per arrivare in tempo a timbrare il cartellino. Non c'è più la scorta, non c'è più la festa, non c'è più la "Critical Mass" a proteggerti. Ci sei solo tu, un marciapiede troppo stretto, una buca che sembra un cratere e un automobilista incazzato che ti taglia la strada perché non gli piace che tu occupi spazio.

È qui che casca l'asino. Perché passare due giorni a celebrare la "mobilità sostenibile" è facile, estremamente facile. Ma vivere la mobilità sostenibile 363 giorni l'anno a Brescia è un'impresa che richiede i nervi d'acciaio e, spesso, una buona assicurazione sulla vita. Te lo spiego io: non puoi convincere la gente a lasciare l'auto in garage se poi, per andare a lavorare, devono fare un percorso a ostacoli tra autobus che non si fermano e piste ciclabili che finiscono nel nulla.

Chi paga, chi incassa

Allora, chi decide queste cose? Qualcuno ha già deciso per noi che il modo migliore per promuovere la bici sia organizzare un evento, fare un po' di "gamification" per i dipendenti e dare dei premi a chi pedala di più. Bell'idea, certo. Ma chi paga il prezzo di questa incoerenza? Ancora noi, i cittadini che provano a fare la cosa giusta ogni singolo giorno.

C'è un conflitto enorme tra l'immagine che vogliono vendere (quella di una città "vivibile e in linea con i modelli europei") e la realtà dei fatti. Da una parte abbiamo chi incassa il consenso organizzando eventi gratuiti, laboratori nelle scuole e serate di cinema sotto il portico di Palazzo Loggia. Dall'altra abbiamo chi deve scommettere la propria incolumità ogni mattina perché le infrastrutture non seguono il ritmo dei proclami.

Non è normale che per sentirsi sicuri in bici a Brescia serva un evento organizzato, con una data sul calendario e una massa di persone a fare da scudo. La sicurezza non può essere un "evento di maggio". La sicurezza deve essere la norma, deve essere il cemento e l'asfalto che mettiamo per strada, non un laboratorio educativo per i ragazzi dei Centri di Aggregazione Giovanile.

E poi parliamo di questi premi per i lavoratori. Ma stiamo scherzando? Mi state dicendo che per incentivare qualcuno a usare la bici serve un premio finale, una sorta di gara a chi ce la fa? Ci tocca davvero arrivare a questo punto? In una città che funziona, non hai bisogno di un premio per andare in bici: hai bisogno di una strada dove non rischi di finire sotto un camion ogni volta che giri l'angolo.

Il vero conflitto è tra chi gestisce la città come un catalogo di eventi e chi la vive come un luogo di spostamenti quotidiani. I primi vogliono la foto bella in Piazza della Loggia, i secondi vorrebbero solo non dover fare lo slalom tra le buche per arrivare in ufficio. Eppure basterebbe smettere di investire solo nella "sensibilizzazione" e iniziare a investire seriamente nella manutenzione e nella rete ciclabile vera, quella che non si interrompe bruscamente perché "lì non c'era spazio".

Mentre noi festeggiamo con i food truck, chi decide continua a pensare che basti un po' di comunicazione per cambiare le abitudini. Ma la comunicazione non tura le buche, non allarga le piste e non educa l'automobilista che ti guarda come se fossi un alieno perché osi pedalare sulla sua strada.

E allora?

Andate pure a Blu in Bici, godetevi il cinema e pedalate con i bambini. È giusto che ci siano momenti di festa. Ma mentre pedalate, chiedetevi: perché per sentirmi sicuro e accolto in questa città ho bisogno di un evento ufficiale?

Vogliamo davvero una città ciclabile solo due giorni a maggio, o ne vogliamo una dove non dobbiamo avere paura di morire ogni volta che usciamo di casa il lunedì mattina?

[twitter_title]Blu in Bici: eventi sì, ma le strade sono un disastro[/twitter_title] [twitter_description]A maggio si festeggia la bici a Brescia con eventi e premi. Ma perché per sentirsi sicuri serve un evento ufficiale e non una pista ciclabile decente? #Brescia #BluInBici #Mobilità [image_prompt]A realistic photojournalistic shot of a tired Italian commuter on a bicycle, wearing work clothes, looking frustrated while stuck in traffic next to a pothole in a grey urban street of Brescia, contrasting with a colorful event poster in the background.] [tags]Brescia, mobilità, bicicletta, sicurezza stradale, Blu in Bici[/tags] [category]trasporti[/category]