Il fatto

Giovedì 16 aprile, alle 18:30, l'Auditorium della Fondazione Ds in via Metastasio ospita l'incontro "Il mandir: un viaggio dal mondo visibile a quello spirituale". La conferenza, tenuta da Marisa Paderni, costa 8 euro a persona per sostenere l'Associazione Oltre il Ponte.

La storia

Immaginate la scena. Siete voi, dopo una giornata di lavoro che vi ha prosciugato ogni energia, magari tornate dal traffico di Via Morelli o avete passato ore a combattere con i ritardi dei mezzi. Avete voglia di staccare, di sentire qualcosa di diverso, di capire come ragiona chi vive a migliaia di chilometri da qui, in un mondo dove si cammina a piedi nudi per trovare Dio e si offrono fiori e incensi per sentirsi parte dell'universo.

Vi dicono che è un'occasione per aprire la mente, per scoprire l'architettura dei templi indù, per capire che esiste un ordine geometrico che lega il corpo umano al cosmo. Sembra quasi una cosa democratica, no? Un momento di cultura per rendere la nostra città un posto più aperto, più consapevole, meno chiuso nel suo guscio di provincia.

Poi però, mentre state per decidere di andare, leggete il dettaglio. Otto euro. Non è una cifra astronomica, certo, ma è il principio. Per accedere a questo "viaggio spirituale" in un auditorium di una Fondazione, devi sborsare. Non c'è un invito aperto, non c'è un ingresso libero per chi ha voglia di imparare, ma c'è un contributo obbligatorio per l'associazione che organizza.

Chi paga, chi incassa

Te lo spiego io come funziona questa storia. Da una parte abbiamo la cultura, quella "alta", quella che parla di cosmologia, rituali e griglie geometriche. Dall'altra abbiamo noi, i cittadini, a cui viene detto che per accedere a queste conoscenze bisogna pagare. Chi decide che la cultura debba essere a pagamento anche quando si svolge in spazi che dovrebbero essere centri di aggregazione?

Ci tocca sempre così. Qualcuno ha già deciso per noi che l'unico modo per sostenere un'associazione culturale sia mettere un prezzo all'ingresso di una conferenza. È normale che per scoprire come funziona un tempio indiano, per capire il concetto di "residenza terrena della divinità", si debba fare un'operazione di cassa? Hai capito bene: l'illuminazione spirituale ha un costo fisso di 8 euro.

Il conflitto è tutto qui. Da un lato c'è chi organizza, chi gestisce l'evento, chi decide i costi e chi incassa i contributi. Dall'altro ci siamo noi, che se vogliamo uscire dalla nostra bolla e scoprire "mondi lontani e affascinanti", dobbiamo prima controllare se abbiamo i soldi nel portafoglio. Non è che l'associazione non abbia bisogno di fondi, ma è che sembra che l'unico modo per far girare la cultura a Brescia sia trasformarla in un servizio a pagamento.

Eppure basterebbe un po' di fantasia. Basterebbe un sistema di donazioni libere, un "chi può dà", o magari cercare sponsor che non siano i cittadini che già pagano tasse per avere servizi culturali nella città. Invece no, si preferisce la via più semplice: l'iscrizione sul posto a pagamento. Ancora noi che finanziamo, ancora noi che paghiamo per avere il permesso di sapere.

È paradossale che si parli di spiritualità, di distacco dal mondo materiale, di un viaggio verso l'invisibile, e che la prima cosa che ti venga chiesta sia una banconota. Si parla di "centri di aggregazione spirituale e culturale", ma l'aggregazione finisce dove inizia il prezzo del biglietto. Se l'obiettivo è davvero far conoscere culture diverse per abbattere i pregiudizi, perché mettere un muro di soldi, per quanto basso, all'ingresso?

E allora?

Possiamo continuare a dire che "sono solo 8 euro" e andare a sentire la conferenza, perché la curiosità è tanta e l'argomento è affascinante. Ma a che punto smettiamo di accettare che ogni minima iniziativa culturale a Brescia debba diventare un micro-business per sopravvivere?

Vogliamo davvero una città dove la cultura è un viaggio aperto a tutti, o preferiamo che rimanga un club esclusivo per chi può permettersi l'ingresso?

[og_description]Ci invitano a scoprire la spiritualità dei Mandir, ma l'ingresso costa. Ancora noi che paghiamo per sapere. [twitter_title]Templi indiani a Brescia: cultura per pochi? [twitter_description]Un viaggio spirituale tra i Mandir a Fondazione Ds, ma l'ingresso è a pagamento. È normale che la cultura a Brescia costi sempre? #Brescia #BastaCosì [image_prompt]A realistic photojournalistic shot of a typical Brescia street corner with a blurred background of a modern cultural center, in the foreground a close-up of a worn-out leather wallet and a few euro coins on a wooden table, natural lighting, Italian atmosphere.] [tags]fondazione ds,cultura brescia,mandir,eventi brescia,costi cultura[/tags] [category]cultura[/category]