Il fatto

Al Teatro Clerici arriva lo spettacolo "Osteria Giacobazzi". Non è la solita pièce: il palco diventa una vera osteria con tavoli, vino e cibo serviti a pochi ospiti selezionati, mentre il resto del pubblico guarda e ascolta musica e battute.

La storia

Immaginate la scena. Siete lì, in poltrona, magari avete fatto fatica a trovare parcheggio in centro, avete pagato il biglietto e vi ritrovate a guardare quattro persone che mangiano formaggi e bevono vino proprio davanti ai vostri occhi. Hai capito bene: tu guardi loro che banchettano, mentre loro fanno le battute e si godono la serata.

Certo, ci sono i musicisti, ci sono gli ospiti a sorpresa, c'è l'atmosfera "popolare". Ma provate a pensarci un attimo. Da quando il teatro è diventato il posto dove si va a guardare qualcuno che cena? A Brescia siamo abituati a tutto, ma questa è proprio un'altra storia. È come se andassi a vedere una partita di calcio e scoprissi che i giocatori, invece di correre, stanno grigliando le salsicce a centrocampo mentre noi applaudiamo dal settore.

Il concetto è che "non è il solito teatro", che non c'è polvere e non ci sono i completi eleganti. Ma eppure basterebbe rendere il teatro un posto vivo senza dover per forza trasformare il palco in una cucina. Perché l'idea di "abbattere le barriere" tra artista e pubblico è bella sulla carta, ma quando la barriera viene abbattuta per mettere un tagliere di salumi, l'effetto è un altro.

Chi paga, chi incassa

Qui arriviamo al punto. Te lo spiego io come funziona questa giostra. Qualcuno ha già deciso per noi che il modo migliore per "innovare" la cultura è mescolarla con l'aperitivo. Ma chi è che decide cosa deve essere il teatro oggi? Chi decide che per attirare gente bisogna trasformare un luogo di arte in una sorta di show-restaurant di lusso travestito da osteria di paese?

C'è chi incassa il biglietto e chi, probabilmente, incassa anche il servizio di cibo e bevande. Il conflitto è tutto qui: da una parte c'è l'idea di un'arte che deve "intrattenere" a tutti i costi, che deve diventare un prodotto di consumo rapido, come un panino mangiato al volo in via Cavour. Dall'altra ci siamo noi, che ci tocca scegliere tra lo spettacolo serio e questa strana via di mezzo.

Non è normale che per rendere "accessibile" un teatro si debba scivolare nel banale. Se vogliamo l'osteria, andiamo in osteria. Se vogliamo il teatro, andiamo a teatro. Perché mischiare le due cose? Forse perché così è più facile vendere il biglietto? Forse perché l'idea di un pubblico che riflette è diventata troppo noiosa per chi gestisce i numeri?

E poi c'è la questione degli "ospiti selezionati". Qualcuno siede al tavolo, mangia, beve e fa parte dello show. Gli altri guardano. Ancora noi, i semplici spettatori, che restiamo a guardare il privilegio di chi sta sul palco. È un'immagine che dice tutto: c'è chi sta al tavolo e chi sta in platea a guardare il piatto degli altri.

Il rischio è che, a forza di voler fare "cose diverse", si finisca per svuotare il significato di ogni cosa. Se il teatro diventa un'osteria, l'osteria diventa un teatro e alla fine non sappiamo più dove stiamo andando. Ma ovviamente, finché i numeri tornano e i bicchieri sono pieni, a chi decide non importerà nulla della qualità di quello che stiamo perdendo.

E allora?

Siamo davvero arrivati al punto in cui per divertirci a teatro dobbiamo guardare qualcuno che mangia un pezzo di formaggio? Ma non è che stiamo confondendo la cultura con l'intrattenimento da centro commerciale?

La domanda è semplice: vogliamo ancora luoghi che ci sfidino, che ci facciano pensare, o ci accontentiamo di un bicchiere di vino e di una battuta mentre guardiamo qualcuno che cena al posto nostro?

[og_title]Teatro Clerici: ora paghiamo per guardare gli altri cenare? [og_description]Vino, formaggi e battute sul palco. Ma è ancora teatro o è solo un'osteria costosa? Ce lo spiegano a "Basta Così". [twitter_title]Teatro Clerici diventa osteria: genio o banalità? [twitter_description]Al Clerici arriva l'Osteria Giacobazzi. Tavoli imbanditi sul palco e pubblico in platea. Ma chi ha deciso che questo è il nuovo modo di fare cultura a Brescia? #Brescia #TeatroClerici #BastaCosì [image_prompt]A wide shot of a traditional Italian theater stage, but instead of a set, there are rustic wooden tables with wine bottles and cheese platters. A few people are sitting and eating on stage, while the blurred silhouette of a crowd watches from the dark audience seats. Realistic photojournalism style, moody lighting. [tags]teatro clerici, brescia, osteria giacobazzi, cultura, intrattenimento [category]cultura[/category]