Il fatto

Venerdì 17 aprile, all'Accademia SantaGiulia di via Montegrappa, torna "Arti Incrociate". Due giorni di performance, talk e musica sperimentale tra studenti e ricercatori del Conservatorio e dell'Accademia, con ingressi gratuiti ma solo su prenotazione.

La storia

Immaginate la scena. Voi state tornando a casa dal lavoro, magari stanchi morti, con la testa che pulsa per il traffico di Brescia. Passate davanti a questi palazzi storici, bellissimi, che sembrano fortezze. Dentro, c'è gente che studia "il corpo nel post-digitale", che usa la tecnologia per creare suoni che probabilmente non capiremmo nemmeno se ci spiegassero il manuale d'istruzioni. È roba interessante, certo, ma resta lì, tra le mura di un'istituzione che parla una lingua tutta sua.

Il bresciano medio, quello che va a fare la spesa al mercato o che aspetta l'autobus sotto la pioggia, di queste "indagini autoriali" non sa nulla. E non è che non gli interessi. È che non è normale che la cultura in città funzioni come un invito privato. Ti dico che c'è un evento, ma devi prenotare, devi avere l'email, devi entrare in un "Teatro di posa". Sembra quasi che abbiano paura che qualcuno entri per sbaglio e chieda: "Ma di che state parlando?".

Te lo spiego io: è la solita storia. Da una parte abbiamo l'eccellenza, i dottorati in "Umanesimo Tecnologico", i ragazzi che hanno voglia di spaccare tutto con l'arte. Dall'altra abbiamo noi, che vediamo queste cose come vetrine chiuse. L'arte dovrebbe essere una scossa, qualcosa che ti tira fuori dal grigio di ogni giorno, e invece diventa un esercizio di stile per chi ha già il pass per entrare.

Chi paga, chi incassa

Qui arriva il punto. Chi paga per queste ricerche? Ci tocca a noi. I fondi AFAM, i finanziamenti per i dottorati, le strutture dell'Accademia e del Conservatorio sono pagati con le nostre tasse. Ogni singolo euro speso per studiare "nuovi scenari espressivi" esce dalle tasche dei cittadini bresciani. E allora, perché l'accesso è così complicato? Perché non portano queste "esperienze" nelle piazze, nei quartieri, dove la gente ha davvero bisogno di emozionarsi?

Qualcuno ha già deciso per noi che l'arte sperimentale debba restare in un ambiente protetto, tra accademici e studenti. Chi incassa, in questo caso, non è necessariamente qualcuno che mette i soldi in tasca, ma chi accumula prestigio. I ricercatori pubblicano le loro tesi, i professori supervisionano i dottorati, l'istituzione si prende il merito di essere "avanguardista". Tutto bellissimo, ma il beneficio reale per la comunità è zero.

Eppure basterebbe un minimo di volontà per scendere dal piedistallo. Invece di chiudersi in via Montegrappa, perché non si fanno queste performance in un cortile di un quartiere popolare? Perché non si spiega a un operaio o a una casalinga come quel "suono acusmatico" possa cambiare il modo di vedere il mondo? Invece no, si preferisce il link per la prenotazione. Hai capito bene: anche se è gratis, devi chiedere il permesso per entrare.

Non è una questione di "capire o non capire" l'arte moderna. È una questione di potere. Chi decide cosa è "cultura" e dove deve stare? Se l'arte serve a indagare il corpo umano, allora dovrebbe farlo dove i corpi ci sono davvero, non solo in un teatro di posa sterilizzato. È l'ennesimo esempio di come a Brescia le cose migliori restino chiuse in palazzi che sembrano musei, mentre fuori la città va avanti senza che nessuno le dica che esiste un'alternativa al rumore dei motori.

Ancora noi, a finanziare l'eccellenza che non ci parla. Ci dicono che è "ricerca artistico-scientifica", ma se la ricerca non esce dal laboratorio, a cosa serve? Serve a far crescere il curriculum di qualcuno, mentre noi continuiamo a pensare che l'Accademia sia un posto dove entrano solo i "fortunati" o quelli che sanno a chi telefonare.

E allora?

Siamo contenti che i nostri ragazzi studino e sperimentino? Certo che sì. Ma è accettabile che la cultura pagata da tutti diventi un club esclusivo con prenotazione obbligatoria?

Quando l'arte smetterà di essere un privilegio di chi ha l'email giusta e diventerà finalmente un bene di chi abita questa città?

[og_title]Arte a Brescia: eccellenza per pochi, tasse per tutti [og_description]Sperimentazioni musicali a SantaGiulia: perché l'arte deve restare chiusa nei palazzi con la prenotazione obbligatoria? [twitter_title]Arti Incrociate: l'arte che non esce dai palazzi [twitter_description]Ricerca, musica e visual a SantaGiulia. Paghiamo tutti, ma per entrare serve il pass. Quando l'arte tornerà nelle strade di Brescia? #Brescia #Arte #BastaCosì [image_prompt]A wide shot of a historic Brescia building facade with a small, discreet sign and a few students in modern clothes entering, while a tired worker in a reflective vest walks past on the sidewalk, looking indifferent. Realistic photojournalism style, natural daylight. [tags]SantaGiulia, cultura, Brescia, arte, accademia [category]cultura[/category]