Il fatto
Martedì 14 aprile, a Limone sul Garda, una turista tedesca di 84 anni è finita a terra in via Franco Gerardi. Allarme in codice rosso, intervento dell'ambulanza dei volontari e dell'elisoccorso arrivato da Sondrio. Fortunatamente, una volta stabilizzata, il codice è passato a giallo.
La storia
Immaginate la scena. Siete in vacanza, vi godete l'aria del lago, camminate tranquilli per una delle vie del centro. Poi, un attimo, un vuoto, un piede che non appoggia dove dovrebbe e bam: siete a terra. Per una persona di 84 anni, una caduta non è "solo" un inciampo, è un evento che può cambiare la vita in un secondo. In questo caso, la signora è inciampata nei sampietrini.
Te lo spiego io: i sampietrini sono belli, fanno "atmosfera", danno quel tocco di storia che piace tanto a chi viene da fuori. Ma provate a percorrerli con un bastone, con un passo meno sicuro del nostro, o semplicemente quando non state guardando dove mettete i piedi perché siete distratti dalla bellezza del panorama. In quel momento, la "bellezza" del selciato diventa una trappola. Non è normale che una passeggiata in centro debba richiedere l'intervento di un elicottero che deve arrivare addirittura da Sondrio.
A Brescia e provincia siamo maestri in questo: curiamo la facciata per il turista, ma poi lasciamo che siano i cittadini (e chi ci visita) a fare i gimnastici per non rompersi un femore. Ci abituiamo a tutto, diciamo "eh, è così", ma poi quando succede il fatto, scatta l'emergenza, arrivano i soccorsi e ci diciamo che è stata una sfortuna. Ma quale sfortuna? È una scelta.
Chi paga, chi incassa
Qui sta il punto. Chi ha deciso che via Franco Gerardi dovesse avere quel tipo di pavimentazione? Qualcuno, in un ufficio, ha deciso che l'estetica del borgo valesse più della sicurezza di chi ci cammina sopra. Hanno deciso per noi, senza chiederci se preferissimo un percorso accessibile o se fossimo disposti a rischiare una frattura del collo pur di avere un marciapiede "di carattere".
E ora guardiamo i conti. L'elicottero che si alza in volo da Sondrio, l'ambulanza, il personale di Areu, i volontari del Garda che corrono per strada. Tutto questo ha un costo. Un costo altissimo. Ogni volta che un elisoccorso decolla per un'emergenza che potrebbe essere evitata con un marciapiede dritto e sicuro, sono soldi pubblici che volano via. Soldi che, hai capito bene, escono dalle nostre tasche.
Chi incassa? Incassa chi promuove il "borgo pittoresco" nelle brochure patinate, chi vende l'immagine di un Garda da cartolina, ignorando che quella cartolina ha i bordi taglienti e le superfici sconnesse. Incassa chi gestisce gli appalti per le manutenzioni che, spesso, consistono nel mettere una pezza qua e una là, senza mai chiedersi se quel materiale sia adatto a una zona ad alta frequentazione di anziani.
Ci tocca sempre la stessa storia: si investe nel marketing, si attirano migliaia di persone, ma poi i servizi di base, quelli che ti permettono di camminare senza paura, vengono lasciati al caso. Non è possibile che l'unico modo per far notare un problema di sicurezza urbana sia l'arrivo di un elicottero in codice rosso. Ancora noi a pagare il prezzo di una visione della città che mette il "bello" davanti al "sicuro".
Eppure basterebbe un minimo di buon senso. Basterebbe mappare i punti critici, rendere i percorsi principali davvero accessibili, smettere di pensare che il sampietrino sia sacro. La sicurezza di una persona di 80 anni dovrebbe essere più sacra di un sasso messo storto per fare atmosfera.
E allora?
La turista tedesca se la caverà, probabilmente. Ma quanti altri "piccoli inciampi" avvengono ogni giorno a Limone o in altri paesi del Garda e che non finiscono sui giornali perché non c'è stato l'elicottero? Quante persone rinunciano a camminare in centro perché hanno paura di cadere?
Vogliamo continuare a chiamarla "sfortuna" o iniziamo a chiederci chi ha firmato il progetto di quei marciapiedi?