Il fatto

Domenica 12 aprile a Pontevico si è svolta la "Giornata del Verde Pulito". Oltre cinquanta persone, tra cui molti ragazzi del Consiglio comunale dei giovani, hanno passato la giornata a raccogliere rifiuti e ripulire le strade e i parchi del paese.

La storia

Immaginate la scena: una domenica mattina, magliette coordinate, entusiasmo, ragazzi che corrono a raccogliere carte e plastica per rendere il paese più bello. È un'immagine che scalda il cuore, no? Vedere i giovani che si prendono cura di dove vivono è esattamente ciò che vorremmo tutti per i nostri figli. È l'idea della comunità che si ritrova, della squadra che lavora per un obiettivo comune.

Ma ora fermiamoci un attimo a ragionare, come faremmo davanti a un caffè al bar. Hai capito bene: i ragazzi sono stati bravissimi, i volontari del "Gabbiano" e dei "Cremonesini" sono stati esemplari. Ma mentre questi ragazzi si piegavano a raccogliere i rifiuti, io non riuscivo a smettere di pensare a una cosa specifica che è saltata fuori durante la giornata.

Si parla di "sensibilizzazione", di "cultura ambientale", di "senso di appartenenza". Parole bellissime, che fanno stare bene chi le scrive nei comunicati. Però, nella realtà di ogni giorno, a Pontevico come in tanti altri paesi della nostra zona, la storia è diversa: ci sono zone che diventano discariche a cielo aperto e noi restiamo a guardare, aspettando che qualcuno, un giorno, decida di intervenire.

Chi paga, chi incassa

Arriviamo al punto, quello che scotta. L'assessore all'Ambiente ha ammesso, quasi con naturalezza, che i volontari hanno dovuto ripulire una parte del parco delle Vincellate dove c'era legna abbandonata dagli anni precedenti. Legna che era rimasta lì dopo varie pulizie, mai rimossa, finché non è arrivata domenica.

Te lo spiego io come funziona questo meccanismo. Qualcuno, in passato, ha fatto delle pulizie, ha ammucchiato i legni e poi... è andato via. Quei legni sono rimasti lì per anni. Anni. Non per un giorno, non per una settimana, ma per anni. E in tutto questo tempo, chi è che doveva controllare? Chi è che doveva dire: "Ehi, ma qui c'è un cumulo di legna che non sposta nessuno, mandiamo un camion a prenderlo"?

Ecco, qui sta il conflitto. Qualcuno ha già deciso per noi che il decoro del parco non era una priorità urgente. Hanno deciso che quei legni potevano stare lì a marcire, a occupare spazio, a rendere il parco meno vivibile. E poi, magicamente, arriva la "Giornata del Verde Pulito", un'iniziativa della Regione che va avanti dal 1987, e ci diciamo che è un "successo".

Ma è davvero un successo quando il lavoro che spetta all'amministrazione o alle ditte incarcerte viene svolto dai volontari e dai bambini? Non è normale che per avere un parco pulito serva un evento annuale e il sacrificio di 50 persone che donano il loro tempo libero. Ci tocca sempre fare i volontari per coprire i buchi di chi dovrebbe gestire il territorio ogni singolo giorno dell'anno.

Chi incassa in questa storia? Incassa chi può scrivere un comunicato stampa entusiasta dicendo che "i giovani sono coinvolti" e che "il messaggio è giunto al cuore". È molto comodo usare l'entusiasmo dei ragazzi per ripulire i peccati di omissione di anni di gestione approssimativa. Si trasforma una mancanza di servizio in un'opportunità educativa. Geniale, no?

Eppure basterebbe un po' di organizzazione. Basterebbe che chi riceve i soldi per la manutenzione del verde facesse il proprio lavoro senza lasciare "ricordini" per anni nel parco delle Vincellate. Invece, aspettiamo la domenica, mettiamo le magliette colorate e facciamo finta che tutto sia fantastico perché "abbiamo fatto squadra". Certo che abbiamo fatto squadra: abbiamo fatto il lavoro di chi non l'ha fatto.

E allora?

Siamo felici per i ragazzi? Certamente. È meraviglioso che vogliano un paese pulito. Ma a che punto arriviamo? Dobbiamo aspettare che i nostri figli diventino i netturbini del comune per poter camminare in un parco senza inciampare in legna vecchia di anni?

La domanda è semplice: se domenica non ci fossero stati i volontari e i ragazzi, quei legni sarebbero ancora lì oggi, o avrebbero aspettato l'evento del 2025 per essere rimossi?