Il fatto

È nata Niulix, una startup nata dal Politecnico di Milano che ha appena incassato 38 milioni di euro. I soldi arrivano da pesi massimi come A2A, CDP Venture Capital, Pirelli e Ferrovie dello Stato. Il tutto dopo aver usato Brescia, tra il centro e zona Lamarmora, come pista di prova per una Fiat 500 che guida da sola.

La storia

Te lo spiego io come sono andate le cose. Magari l'avete vista, una di quelle Fiat 500 elettriche che giravano per il centro o nei quartieri limitrofi, con qualche sensore strano attaccato sopra. Sembrava un esperimento universitario, una cosa curiosa, quasi un gioco. "Guarda, la macchina va da sola", dicevi al vicino di casa mentre aspettavi che il semaforo diventasse verde.

Poi, piano piano, questi test sono diventati "sperimentazioni su vasta scala". Hanno preso le nostre strade, quelle dove ogni mattina combattiamo con il traffico, dove cerchiamo un parcheggio per mezz'ora e dove i buchi nell'asfalto sembrano crateri lunari, e le hanno trasformate in un laboratorio a cielo aperto. Senza che nessuno ci chiedesse se fossimo d'accordo nel fare da comparse in questo film del futuro.

Immagina la scena: tu che cerchi di arrivare in ufficio in ritardo, con lo stress che ti mangia vivo, e accanto a te una macchina "intelligente" che testa i suoi algoritmi. Una tecnologia che promette di cambiare il mondo, ma che per ora ha significato solo vedere un'auto strana girare per zona Lamarmora mentre noi continuavamo a schivare le buche di sempre.

Chi paga, chi incassa

Qui arriva la parte che non va giù. Qualcuno ha già deciso per noi che Brescia fosse il posto ideale per fare i test. Ma chi ha deciso? E soprattutto, chi ci guadagna? I numeri fanno girare la testa: 38 milioni di euro. Hai capito bene. Trentotto milioni che volano verso una startup, con ticket da 10 milioni l'uno per A2A e CDP.

Ora, non dico che l'innovazione sia un male. Ma non è normale che si usino le infrastrutture pubbliche, le strade che paghiamo noi con le tasse, per fare i test di un'azienda che poi raccoglie milioni di investimenti privati. In pratica, il Comune e i cittadini hanno messo a disposizione il "campo da calcio" (le nostre vie) e ora che la partita è vinta e i soldi sono sul conto, i premi se li prendono i soliti noti.

Ci tocca sempre la stessa storia: noi mettiamo il territorio, mettiamo la pazienza, mettiamo il rischio di girare insieme a prototipi che magari hanno un glitch nel sistema, e loro incassano i round di investimento. A2A, Pirelli, Ferrovie dello Stato... nomi che conosciamo tutti, giganti che non hanno bisogno di un aiutino, eppure usano il nostro centro storico come se fosse un videogioco.

Eppure basterebbe un briciolo di trasparenza. Basterebbe chiederci: "Ehi, vogliamo usare Brescia per lanciare questa sfida a Cina e Stati Uniti? In cambio, cosa ci date?". Magari meno buche? Magari trasporti che funzionano davvero? Magari un incentivo per chi vive in quelle zone e ha dovuto convivere con questi test?

Invece no. La notizia arriva come un fulmine: "Sfida milionaria", "Lancio ufficiale", "Investimento record". Tutto bellissimo, tutto molto moderno. Ma se guardi bene, vedi che il conflitto è sempre lo stesso: c'è chi decide dall'alto, chi investe cifre che noi non possiamo nemmeno sognare e chi, come noi bresciani, si ritrova a essere il "caso studio" di qualcuno che ha già deciso come deve andare il futuro.

Ancora noi, quindi. Ancora noi a fare da cavie, ancora noi a fornire il terreno, ancora noi a guardare i milioni che passano veloci come una Fiat 500 in modalità autonoma, senza fermarsi mai a chiederci se ci stiamo bene in questo scenario.

E allora?

Siamo davvero orgogliosi di essere la "pista di prova" per i milionari della tecnologia, o ci siamo solo stancati di essere quelli che forniscono il servizio gratis mentre gli altri fanno il colpaccio?

Chi ha dato il permesso di trasformare Brescia in un laboratorio privato e quanto ci costa, in termini di spazio e tranquillità, questo "progresso" che non parla la nostra lingua?

[og_title]Guida autonoma a Brescia: 38 milioni e noi cavie [og_description]Hanno usato le strade di Brescia per testare la guida autonoma. Ora la startup incassa milioni. A noi cosa resta? [twitter_title]Brescia: laboratorio gratis per startup milionaria? [twitter_description]38 milioni di euro per Niulix, la startup della guida autonoma. Testata a Brescia, finanziata dai giganti. Ma chi ha chiesto a noi? #Brescia #Niulix #Mobilità [image_prompt]A realistic photojournalism shot of a busy street in Brescia, Italy. In the foreground, a blurred white Fiat 500 with strange electronic sensors on the roof. In the background, tired local workers and residents waiting at a crosswalk, looking skeptical and annoyed. Gritty urban atmosphere, natural daylight. [tags]Niulix,Brescia,guida autonoma,A2A,investimenti [category]territorio[/category]