Il fatto
Ritorna a Bornato l'evento "Franciacorta in Fiore". Una rassegna che trasforma il paese in un giardino a cielo aperto, attirando visitatori da ogni dove per ammirare esposizioni floreali e degustare i prodotti locali della zona.
La storia
Immaginate la scena. Sabato pomeriggio, Bornato che esplode di colori, i vialetti pieni di gente che cammina lenta, l'odore dei fiori che si mischia a quello del vino. Per chi ci abita è il solito giro: chiudi i battenti, sposta la macchina per non bloccare il passaggio, sopporta il caos sotto casa per un weekend, sperando che almeno qualcuno si fermi a comprare qualcosa di locale invece di fare solo la foto per i social e scappare via.
È la classica domenica bresciana: ci tocca fare i padroni di casa cortesi mentre il nostro quartiere diventa un set fotografico. Te lo spiego io come funziona: arrivano le macchine, si riempiono i parcheggi, i residenti devono fare i giri larghi per tornare a casa propria e, intanto, qualcuno organizza, qualcuno espone e qualcuno, come al solito, guarda tutto da dietro la finestra chiedendosi dove sia finito il silenzio del proprio paese.
Eppure basterebbe un minimo di organizzazione che non mettesse in crisi chi ci vive tutto l'anno. Non è normale che per un evento, per quanto bello, il cittadino comune si senta un ospite a casa sua, un elemento di disturbo che deve "non dare fastidio" al flusso dei turisti che vengono a vedere i fiori.
Chi paga, chi incassa
Ma veniamo al punto, perché qui il conflitto è sempre lo stesso. Chi decide queste cose? Qualcuno ha già deciso per noi che Bornato deve diventare la vetrina del fiore, ma chi ha chiesto ai residenti se questo modello di "attrattività" sia sostenibile? Chi gestisce i flussi? Chi pulisce dopo che la folla se n'è andata?
Poi c'è la questione dei soldi. Hai capito bene: i soldi. C'è chi incassa con le vendite dei prodotti, chi guadagna con l'organizzazione, chi vede salire il fatturato delle cantine. Questo è giusto, il lavoro va sostenuto. Ma chi paga il prezzo invisibile? Paga chi non può più parcheggiare davanti al proprio garage, paga chi deve sopportare l'inquinamento acustico e il traffico che paralizza le strade secondarie.
C'è un corto circuito evidente: l'evento viene venduto come un beneficio per la comunità, come un modo per "valorizzare il territorio". Ma valorizzare per chi? Per l'imprenditore che vede aumentare i visitatori o per il pensionato che non può più andare a fare la spesa senza incrociare tre file di auto in coda? Spesso queste manifestazioni diventano operazioni di marketing travestite da festa popolare.
Non è che i fiori siano brutti o che il vino non sia ottimo. Il problema è che si crea un sistema dove chi decide sta in un ufficio e chi subisce sta in strada. Ci dicono che è "per il bene del paese", ma il bene del paese non può essere solo il fatturato di pochi, mentre gli altri devono semplicemente stare zitti e sorridere ai turisti.
Ancora noi, i residenti, a fare da sfondo. Ci tocca accettare che il nostro spazio vitale venga privatizzato per un weekend, trasformato in un mercato a cielo aperto dove la bellezza dei fiori serve a coprire l'assenza di un piano di viabilità serio. Chi incassa i profitti della "bellezza" raramente è lo stesso che deve gestire lo stress di avere il cortile invaso da estranei.
E poi c'è l'aspetto della manutenzione. Si spendono energie e risorse per allestire una mostra temporanea, per portare piante da ogni dove, per creare un effetto "wow". Ma poi, quando l'evento finisce e le luci si spengono, quanto resta a Bornato? Resta il vuoto, qualche rifiuto per strada e la consapevolezza che siamo stati solo la cornice di un business.
E allora?
Possiamo continuare a dire che "è bello che ci sia movimento", ma a che prezzo? Possiamo accettare che la nostra quotidianità sia sacrificabile in nome di un evento stagionale che serve più a fare immagine che a migliorare la vita di chi ci abita?
La domanda è semplice: perché non possiamo avere eventi che non calpestino chi vive sul posto? È davvero impossibile organizzare una festa che non faccia sentire i residenti come degli ostacoli al traffico?