Il fatto

A Novagli, frazione di Montichiari, sono stati inaugurati i nuovi campi da calcio per il settore giovanile dell’Asd Gs Novagli 2011. L'opera è nata grazie a un accordo tra Comune, Parrocchia, associazioni e sponsor locali.

La storia

Immaginate la scena: domenica scorsa, il sole, le bandierine, i bambini che corrono e i genitori orgogliosi. È la classica giornata da cartolina, quella che piace a chi deve fare i comunicati stampa. C'è l'entusiasmo per il prato nuovo, per l'idea che finalmente i nostri figli abbiano un posto decente dove giocare a pallone senza rischiare di rompersi una caviglia in una buca.

Per chi vive a Novagli, questo intervento era atteso da anni. Perché, diciamocelo, tra un campo che cade a pezzi e l'altro che è impraticabile, i ragazzi spesso finivano per giocare "dove capitava". Vedere i campi nuovi fa piacere, certo, ma chi conosce bene come girano le cose in provincia di Brescia sa che il taglio del nastro è la parte più facile di tutta la vicenda.

Il problema è che ci siamo abituati a festeggiare l'inizio di qualcosa, mentre l'ultima cosa che ci dicono è come finirà. Hai capito bene: ci danno il campo, ci fanno fare la foto di gruppo, ma poi ci lasciano soli a chiederci come faremo a tenerlo in piedi tra due o tre anni quando l'erba inizierà a ingiallire e i riflettori a saltare.

Chi paga, chi incassa

Qui arriva il punto. Ci dicono che è stata una "sinergia". Parola bellissima, molto elegante. Ma te lo spiego io cosa significa "sinergia" nel linguaggio di chi decide. Significa che il Comune non ha avuto i soldi per fare tutto da solo, che la Parrocchia ha messo il terreno o il permesso, e che per coprire i buchi sono dovuti arrivare gli sponsor del territorio.

Non è normale che per dare a dei ragazzini un posto dove fare sport si debba dipendere dalla generosità di un'azienda locale o dal buon cuore di un privato. Certo, gli sponsor sono bravi, ma questo significa che il potere di decidere cosa fare e come farlo si sposta: non è più un diritto garantito dal Comune, ma un "favore" concesso da chi ha i soldi per pagare il cartello pubblicitario a bordo campo.

E poi c'è la questione della manutenzione. Chi paga l'acqua per l'irrigazione? Chi paga l'elettricità dei fari? Chi paga il manutentore che deve venire a sistemare il terreno quando piove per tre settimane di fila? Ancora noi. O meglio, ancora le associazioni, ancora i genitori che pagano le quote, ancora i volontari che passano il sabato pomeriggio a tagliare l'erba perché il budget comunale è finito dopo l'inaugurazione.

Qualcuno ha già deciso per noi che questo è il modello giusto: "Facciamo l'opera, facciamo la festa e poi arrangiatevi con la gestione". È un sistema dove chi incassa il consenso politico è chi taglia il nastro, mentre chi paga il prezzo reale — in termini di fatica e soldi — è la comunità che deve mantenere l'opera nel tempo.

Ci tocca accettare che i servizi pubblici diventino "progetti a sinergia". Ma la verità è che se per ogni campo da calcio, ogni parco giochi o ogni centro civico dovessimo aspettare che uno sponsor locale decida di investire, metà della provincia resterebbe al buio. Non è gestione efficiente, è semplicemente scaricare la responsabilità sulle spalle di chi non ha potere di firma.

Eppure basterebbe programmare. Basterebbe che, insieme al progetto architettonico, venisse presentato un piano finanziario per i prossimi dieci anni. Ma no, preferiscono l'effetto sorpresa dell'inaugurazione, perché il consenso si prende con l'evento, non con la manutenzione ordinaria.

E allora?

I campi sono belli? Sì. I ragazzi sono felici? Certamente. Ma vogliamo davvero continuare a chiamare "successo" un'opera che nasce già con il dubbio di chi la pagherà domani?

La domanda è semplice: tra cinque anni, quando i campi saranno usurati, andremo ancora a cercare uno sponsor o qualcuno avrà il coraggio di dire che mantenere i servizi per i giovani è un dovere del Comune, non un atto di carità?

[image_prompt]A wide shot of a modern small-town Italian soccer field with a bright green pitch, a few local parents in casual clothes standing and talking in the background, a red ribbon still lying on the grass, realistic photojournalism style, natural daylight.[/image_prompt] [tags]Novagli,Montichiari,sport giovanile,manutenzione,servizi pubblici[/tags] [category]territorio[/category]