Il fatto

Il Ministero dell'Infrastrutture e dei Trasporti sta spingendo per un sistema di controlli automatici basato sull'intelligenza artificiale per scovare chi circola senza assicurazione. L'obiettivo è passare dai controlli a campione delle pattuglie a una scansione digitale costante, con una legge definitiva prevista per il 2026.

La storia

Immaginate la scena. Siete in coda sulla via reliefs o state cercando parcheggio in centro, tra i vicoli dove già è un miracolo trovare un buco. Accanto a voi c'è uno che guida una macchina che cade a pezzi, senza targa o con i vetri scheggiati. Voi pensate: "Questo sicuramente non ha l'assicurazione". E avete ragione. Ma finché non arriva una pattuglia a fermarlo, quel tizio continua a correre, rischiando di fare un incidente e lasciandovi con il danno in mano.

Poi arrivano i "geni" dei computer. Ci dicono che ora basterà una telecamera intelligente che legge la targa, interroga il database in un millisecondo e manda la multa a casa. Hai capito bene: non serve più che un agente di polizia veda l'infrazione, basta un algoritmo che decide che sei in torto. Sembra efficiente, vero? Sembra che finalmente qualcuno faccia qualcosa per chi rispetta le regole.

Ma qui casca l'asino. Perché mentre noi ci preoccupiamo di chi non paga l'assicurazione, ci dimentichiamo che queste tecnologie non piovono dal cielo. Qualcuno le progetta, qualcuno le vende allo Stato e qualcuno, ovviamente, deve gestire i dati di tutti noi che passiamo sotto quelle telecamere ogni singolo giorno.

Chi paga, chi incassa

Te lo spiego io come funziona questa storia. Da un lato ci sono i grossi fornitori di software e hardware. Aziende che vendono telecamere di ultima generazione, server potentissimi e algoritmi di IA. Loro incassano i soldi pubblici per installare questi sistemi. Per loro è un affare d'oro: vendono la "sicurezza" e l' "efficienza" a chi deve gestire il territorio, incassando milioni di euro in contratti di manutenzione e aggiornamenti.

Dall'altra parte ci siamo noi. Ancora noi. Noi che paghiamo le tasse per finanziare questi sistemi di sorveglianza di massa. Certo, l'idea di beccare chi non ha l'assicurazione è giusta, non c'è dubbio. Ma è normale che per fare questo si trasformi ogni incrocio di Brescia in un set di Grande Fratello? Ci tocca accettare che ogni nostro spostamento sia tracciato da un'intelligenza artificiale solo perché lo Stato non è capace di fare controlli umani efficaci.

E poi c'è il problema di chi decide. Qualcuno ha già deciso per noi che la soluzione sia l'automazione totale. Non ci hanno chiesto: "Preferite più agenti in strada che possano intervenire in caso di pericolo o preferite un computer che manda una multa via posta tre settimane dopo l'infrazione?". No, hanno scelto la via più semplice per chi comanda: quella che non richiede personale, ma che richiede solo di pagare una fattura a un'azienda di tecnologia.

Non è normale che la risposta a ogni problema sia "mettiamoci un software". Se l'assicurazione manca, spesso è perché ci sono persone in difficoltà economica estrema, o perché ci sono scappati dei veri e propri criminali. L'IA becca entrambi, ma non risolve nulla. Anzi, crea un sistema dove chi ha i soldi per i software incassa, e chi non ha i soldi per l'assicurazione finisce in un loop di multe che non potrà mai pagare, rendendo il problema ancora più cronico.

Eppure basterebbe un po' di buon senso. Basterebbe potenziare i controlli mirati, usare i dati che già abbiamo invece di installare nuove "spie" digitali in ogni angolo di strada. Invece preferiscono l'automazione, perché l'automazione non discute, non stanca e, soprattutto, giustifica l'acquisto di attrezzature costose da parte di aziende che sanno esattamente come vendere i loro prodotti ai piani alti.

In pratica, l'operazione è semplice: lo Stato paga l'azienda di software con i nostri soldi, l'azienda incassa e noi otteniamo un sistema che ci controlla h24. Se beccano il furbone senza assicurazione, bene. Ma il prezzo che paghiamo in termini di privacy e di controllo sociale è altissimo. Chi ha deciso che questo è il prezzo giusto da pagare?

E allora?

Siamo davvero arrivati al punto in cui l'unico modo per far rispettare una legge è delegare la giustizia a un algoritmo? Vogliamo davvero vivere in una città dove ogni nostro movimento è catalogato da un computer che "decide" se siamo in regola o meno?

La domanda è una sola: stiamo combattendo l'illegalità o stiamo solo costruendo un sistema perfetto per far incassare chi vende tecnologia allo Stato?

[og_title]Assicurazione auto e IA: chi comanda davvero? [og_description]Controlli automatici in arrivo per le auto senza assicurazione. Tecnologia utile o solo un modo per far incassare i soliti noti? [twitter_title]Auto senza assicurazione: l'IA decide per noi [twitter_description]Arrivano i controlli automatici per l'assicurazione auto. Ma a che prezzo? Chi paga e chi incassa in questa nuova corsa alla tecnologia. #Brescia #IA #Auto [image_prompt]A realistic photojournalistic shot of a busy street intersection in Brescia, Italy. In the foreground, an old, slightly worn-out car is stopped at a red light. In the background, a modern surveillance camera is mounted on a grey utility pole, overlooking the traffic. The atmosphere is grey and urban, with ordinary people waiting to cross the street, capturing a sense of everyday surveillance. [tags]assicurazione,intelligenza artificiale,controlli automatici,privacy,multe[/tags] [category]territorio[/category]