Il fatto

Giovedì 16 aprile, alle 20.30, al Teatro Sociale di Brescia va in scena lo spettacolo di Alessio Boni e della pianista Roberta di Mario. L'evento, promosso dalla Fondazione Banco dell’energia insieme ad A2A e al CTB, raccoglie donazioni (minimo 15 euro) per aiutare chi vive in condizioni di povertà energetica.

La storia

Immaginate la scena. È gennaio, fuori piove quel grigiume che solo noi bresciani sappiamo riconoscere, e c'è qualcuno, magari nel vostro condominio o nella via accanto, che tiene le finestre chiuse con lo scotch per non far uscire il calore. Qualcuno che guarda il contatore della luce con l'ansia di chi sta aspettando una sentenza, sperando che il credito residuo basti a far arrivare il mese senza che scatti il distacco.

Te lo spiego io: non stiamo parlando di paesi lontani o di storie di altri tempi. Parliamo di gente che lavora, o di pensionati con assegni che sono diventati ridicoli, che devono scegliere tra fare la spesa o accendere il termosifone in camera da letto. È la realtà di migliaia di persone in Italia, e pure qui a Brescia, che vivono nel freddo mentre fuori tutto sembra andare avanti normalmente.

Poi arriva lo spettacolo. Si parla di Prometeo, del Big Bang, di Dante. Cose belle, eh, non ci sono dubbi. Ma mentre l'attore recita e il pianoforte suona nel lusso del Teatro Sociale, il contrasto diventa quasi violento. Passiamo dalla "riflessione necessaria" sull'energia alla realtà di chi, per quell'energia, deve fare i salti mortali ogni singolo giorno.

Chi paga, chi incassa

Qui arriviamo al punto. Lo spettacolo è promosso da una Fondazione nata per iniziativa di A2A. Hai capito bene: l'azienda che ci manda le bollette, quella che decide i prezzi, quella che incassa ogni mese i nostri soldi, è la stessa che poi organizza un evento di beneficenza per aiutare chi non riesce a pagare quelle stesse bollette.

Non dico che fare beneficenza sia sbagliato, anzi, i soldi raccolti andranno a chi ne ha bisogno e questo è l'unico lato positivo della faccenda. Ma provate a pensarci un attimo: non è normale che il rimedio arrivi sotto forma di "donazione" e "biglietto del teatro", mentre il problema nasce da un sistema di costi che è diventato insostenibile per una fetta enorme della popolazione.

Chi decide i prezzi dell'energia? Chi decide quanto deve costare il riscaldamento di una casa popolare? Qualcuno ha già deciso per noi che l'energia è un mercato, un business dove i margini devono essere garantiti. E poi, con un gesto gentile, ci dicono che l'energia è "un diritto di tutti". Eppure basterebbe che questo diritto fosse garantito alla base, senza dover aspettare che un attore famoso faccia una serata di gala per raccogliere qualche migliaio di euro.

Ci tocca quindi fare i donatori per tappare i buchi di un sistema che crea povertà da una parte e poi prova a curarla dall'altra. È un giro che non convince. Ancora noi, i cittadini, che mettiamo i soldi: prima nelle bollette gonfiate e poi nelle donazioni per evitare che il vicino di casa rimanga al buio. Chi incassa davvero in questa storia? I grandi numeri dicono che i profitti del settore energetico sono stati mostruosi negli ultimi anni, mentre le case della gente restano gelide.

È quasi poetico: si parla di Prometeo che ruba il fuoco agli dei per darlo agli uomini. Oggi il fuoco c'è, ma è diventato così costoso che gli "dei" del mercato lo vendono a prezzi che molti non possono più permettersi. E per rimediare, ci invitano a teatro.

E allora?

Andate a vedere lo spettacolo, donate i vostri 15 euro, sostenete chi è in difficoltà perché è l'unica cosa concreta che possiamo fare stasera. Ma uscite dal teatro e chiedetevi: perché dobbiamo arrivare a fare beneficenza per un servizio essenziale?

È accettabile che il diritto all'energia dipenda dalla generosità di una serata di teatro o dalla bontà di una fondazione, invece di essere un pilastro garantito per ogni essere umano che vive in questa città?